Roberto Ippolito ha pubblicato 10 anni fa il saggio “2014. Il futuro che ci aspetta.” Nel volume troviamo previsioni di esperti su come sarebbe cambiato il mondo nel decennio 2004-2014 nei settori più disparati, dall’energia alla casa, dal lavoro al clima, dalla politica ad Internet. Cominciamo subito con qualche chicca. Nel 2014 in Italia i posti di lavoro ci saranno, perché si ridurrà il numero delle persone in età lavorativa…Con più ultrasessantacinquenni e meno giovani ci sarà più lavoro per i giovani. Previsione direi non del tutto azzeccata. L’alleggerimento delle retribuzioni sarà un processo che non si fermerà e l’indice di Gini, che misura il grado di diseguaglianza della distribuzione del reddito, continuerà ad aumentare.

Babbo Natale esiste davvero. E’ stato dimostrato nel 1897 negli Stati Uniti. Tutto è successo dopo la lettera di una bambina al New York Sun. Caro direttore, ho otto anni. Alcuni dei miei piccoli amici dicono che Babbo Natale non esiste. Mio papà mi ha detto:  “Se lo vedi scritto sul Sun, sarà vero.” La prego di dirmi la verità: esiste Babbo Natale? Virginia O’Hanlon Il quotidiano ha risposto alla piccolina in un editoriale che all’epoca è apparso soltanto in settima pagina, ma che oggi, a più di un secolo di distanza, viene ancora pubblicato nel periodo natalizio su molti quotidiani americani.

La notizia è che in alcune scuole cinesi i ragazzi devono stare ad almeno mezzo metro di distanza dalle ragazze. E’ una news che potete trovare sul sito online del corriere (9ottobre 2013), su quello della bbc (1 ottobre 2013), ma anche su quello della repubblica (4 febbraio 2011). Quattro febbraio 2011? Due anni prima? I giornalisti della Repubblica sono forse veggenti? Sembra che ci sia una legge su internet, secondo la quale dopo due anni una notizia viene dimenticata e la si può riproporre come se fosse nuova, magari con qualche piccolo cambiamento. Probabilmente dipende anche dal tipo di notizia: se l’argomento è di quelli che tirano, lo si può fare tranquillamente.

1. PERCHE’ ERA LA CASA BIANCA DI 4000 ANNI FA -Il Palazzo di Cnosso era la reggia del re Minosse, figlio di Zeus e di Europa, che 4 mila anni fa era a capo della civiltà minoica, la più importante civiltà mediterranea dell’epoca. Favorita dalla posizione geografica, la civiltà minoica era diventata un fiorente impero marittimo e il Palazzo di Cnosso era praticamente la Casa Bianca dell’epoca. 2.PERCHE’ GLI DEI GRECI ERANO VENDICATIVI -Chissà se nei prossimi secoli quando ci verrà detto” Casa Bianca” ricorderemo soprattutto Monica Lewinsky. Di certo le vicende della moglie di Minosse, Pasifae, sono tra le più piccanti della storia delle famiglie regnanti.

E’ fine agosto. E’ il momento dell’anno in cui siamo più ricchi di progettualità e di voglia di imparare qualcosa di nuovo. Alla faccia di chi dice che dovremmo ridurre i giorni di ferie per aumentare la produttività. E’ fine agosto il periodo in cui vengono lanciati nelle edicole i corsi a fascicoli più disparati. Preparatevi a sorbirvi le pubblicità di corsi con cui potrete realizzare il modellino del Titanic o imparare lo spagnolo. Già, le lingue. Se fosse solo per agosto o settembre, gli Italiani sarebbero il popolo più poliglotta al mondo. I miei consigli per chi volesse imparare foreign languages in questo periodo sono Duolingo e Fluentify.

Mi chiamo Esopo e ho inventato favole in cui ho attribuito agli animali le stesse debolezze degli uomini. La volpe che esclama “tanto è ancora acerba!” di fronte all’uva che non riesce a raggiungere rappresenta tutti noi quando disprezziamo ciò che non riusciamo ad ottenere. Mi chiamo Walt Disney e ho creato una serie di personaggi che, pur essendo animali, sono a volte superiori agli uomini. Nell’immaginaria città di Topolinia, ad esempio,non esiste alcuna forma di discriminazione, tanto che una mucca (Clarabella) sta con un cavallo. Mi chiamo Massimo Troisi e se mi dite che dobbiamo fare come San Francesco che parlava agli uccelli, io vi dimostro che è proprio per colpa di San Francesco che è nata la migrazione degli uccelli.

La parola del momento è “mobilità”, termine che in questo articolo ripeterò spesso. E’ una parola positiva. Denota la capacità di spostarsi, di cambiare, di evolversi, di non restare fermi alla crisi, di reinventarsi. Occorre che lavoratori e studenti imparino ad essere mobili e a non fossilizzarsi su un solo lavoro o su una sola azienda. Soltanto così si può superare il momento difficile che stiamo vivendo. Si sta parlando molto anche della mobilità intesa come spostamento fisico all’interno delle nostre città. La recente Fiera delle Startup di Milano ha visto come protagoniste diverse realtà che stanno cercando di incentivare la mobilità sostenibile e intelligente.

Stasera ospito Marco. Si esibisce qui a Torino e viene a dormire da me. E domani sera sono a cena da Elena. I suoi ravioli di gamberi devono essere squisiti. Qual è la stranezza? E’ che non conosco né Marco né Elena. Potere delle startup. Ecco a cosa servono gli sforzi degli startuppari. Ad avviare delle attività che vanno a coprire dei bisogni, bisogni che forse non sapevamo neppure di avere. Le due startup di cui stiamo parlando sono Bed and Show e Gnammo. Una delle caratteristiche delle startup è quella di richiedere un limitato investimento iniziale in capitale e forza lavoro. Un po’ di soldini sono comunque necessari per iniziare e spesso gli startuppari sono giovani creativi, ambiziosi e preparati, ma con poche disponibilità finanziarie.

E smettiamola con questa storia dell’Agenda Digitale! E’ una bufala clamorosa. Ricordiamo in cosa consiste questa fantomatica Agenda. L’Agenda Digitale Europea è un’iniziativa dell’Unione che mira a incentivare l’innovazione tecnologica come strumento per rilanciare la crescita e lo sviluppo. Nell’agenda ci sono 101 azioni da compiere per raggiungere l’obiettivo. Queste azioni sono raggruppate in sette grandi pilastri, che vanno dalla diffusione della banda larga all’ e-commerce all’e-government. Bruxelles stima che se tutti i governi europei si impegnassero in tal senso, il PIL potrebbe crescere fino al 5% e potrebbero nascere 4 milioni di posti di lavoro.

Oggi si parla di gioco d’azzardo. Direte: visto che sul blog si parla soprattutto di web, cosa c’entra questo argomento con il web? A detta di Netmediacom nel 2013 il comparto dei giochi online raggiungerà un valore di circa 18 miliardi di euro, che tradotto significa il 35% del mercato globale di internet in Italia. Il 35%! E’ una percentuale pazzesca, che ci consente di affermare che il web ha molto a che fare con il gioco d’azzardo. E se includiamo anche il gioco offline la cifra raggiunge i 90 miliardi (fonte Azzardopoli di Libera), che corrisponde alla terza industria italiana.