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Sul web imperversa la battaglia più famosa (e forse redditizia) mai effettuata. Più famosa dello scontro tra Mike Tyson e Holyfield, più agguerrita della rivalità tra Valentino Rossi e Max Biaggi, più fantasiosa di quella tra Batman e Joker. Si stiamo parlando della battaglia tra Apple e Samsung. Ormai da mesi imperversa una battaglia all’ultimo colpo e all’ultima causa che come una bufera riempie il web di news più o meno reali che divide gli utenti come solo la religione può fare.  Chi dice che è meglio l’iPhone e che Samsung è una baracca e chi viceversa. Di solito si dice che la verità sta nel mezzo, ma non è questo il caso.

Una scelta coraggiosa o sconsiderata, a seconda dei punti di vista: Microsoft decide di investire in una nuova linea di prodotto, di immettere capitali in un centro di sviluppo e un team apposito per produrre un tablet, decide di dedicarsi a qualcosa che fino a oggi aveva accuratamente evitato. L’hardware. Intendiamoci, da anni a Redmond producono la Xbox e decine di tastiere, mouse, webcam e dispositivi per la videoconferenza: ma qui si parla di un progetto dal respiro più ampio, si parla di quella famosa frase che recitava più o meno “chi fa sul serio col software deve avere anche il proprio hardware”.

La scomparsa di Dennis Ritchie non ha di certo richiamato il fiume di lodi esplosa sul web dopo la morte di Steve Jobs, ma avrebbe dovuto. Alcuni hanno detto: “Quando Steve Jobs è morto, c’è stata una movimentazione enorme, commovente e giustificata. Ma in relazione ai meriti, l’effetto che avrebbe dovuto suscitare Dennis, sarebbe dovuto essere ancora più grande. Se non è stato così, è solo perché la gente non sa nemmeno chi sia “, spiega Rob Pike, leggenda della programmazione, che per 20 anni ha lavorato con Ritchie ai laboratori Bell. Con un post su Google +, Pike aveva annunciato che Ritchie era morto durante il fine settimana, nella sua casa del New Jersey, dopo una lunga malattia.

La comunicazione non è soltanto un processo di trasmissione di informazioni. In italiano , il termine “comunicazione” ha il significato semantico di “far conoscere”, “rendere noto”. La comunicazione è un processo costituito da un soggetto che ha intenzione di far sì che il ricevente pensi o faccia qualcosa. (fonte wikipedia). Semplice no? Ma come facciamo noi a distinguere un’informazione vera da una falsa? Voi direte che se foste di fronte all’interlocutore, capire se mente o se dice il vero sarebbe facile, ma non è così. Collodi aveva provato ad enfatizzare i comportamenti facciali del “colui” che mente, ma purtroppo non ci troviamo davanti al Pinocchio della situazione e quindi la lunghezza del suo naso non potrà esserci d’aiuto.

L’italia va in vacanza, ma quest’anno il cinema non si ferma nonostante gli incassi in caduta libera. Così quest’estate possiamo trovare diversi film in uscita, dei quali alcuni meritevoli di un’attenzione particolare. La fantascienza la fa da padrone quest’estate. Pandorum si concentra sulla storia del tenente Payton (Dennis Quaid) e il giovane Caporale Bower, che si risvegliano a bordo di una labirintica nave spaziale senza sapere chi sono e quale sia la loro missione. Tra umani mutanti alla Romero e ambientazioni dark, che ricordano vagamente quelle del Pitch Black (Film del 2000 diretto da David Twohy), il film riesce nell’intento di coinvolgere e stupire lo spettatore.

Quanti hanno già preso impegni per il 21 dicembre 2012? La maggior parte della popolazione mondiale conosce questa data come quella della fine del mondo, anche se non se ne conoscono le motivazioni. Trattasi unicamente di una credenza popolare che coinvolge tutti gli strumenti di comunicazione al fine di attirare l’attenzione dei creduloni. I media provano a giustificare questa teoria che in realtà non ha alcun fondamento logico. Questa data era per i maya il termine del calendario gregoriano che indicava la fine dell’era dei pesci e l’inizio dell’era dell’acquario. Il calendario maya, quindi, andrebbe semplicemente riletto da capo in quanto segnerebbe solo il re inizio di un ciclo e non la fine del mondo.

Ormai è risaputo. Come vedere film o serie tv gratis, grazie al web, non è più un segreto. Il Peer To Peer si è fatto strada negli anni facendoci conoscere strumenti dei quali abbiamo visto la storia, dalla nascita fino alla morte.  Partendo dal Napster di Shawn Fanning fino ad arrivare all’eMule, software che detiene anche il maggior numero di download su SourceForge (534 milioni di download a luglio 2010). Ma il popolo della rete, si sa, non si accontenta mai ed ecco che nasce la nuova frontiera di condivisione dei video con lo streaming video. Di per se lo streaming video non ha nulla di illegale, è solo un mezzo per condividere video con la rete telematica.