Recensioni

E’ fine agosto. E’ il momento dell’anno in cui siamo più ricchi di progettualità e di voglia di imparare qualcosa di nuovo. Alla faccia di chi dice che dovremmo ridurre i giorni di ferie per aumentare la produttività. E’ fine agosto il periodo in cui vengono lanciati nelle edicole i corsi a fascicoli più disparati. Preparatevi a sorbirvi le pubblicità di corsi con cui potrete realizzare il modellino del Titanic o imparare lo spagnolo. Già, le lingue. Se fosse solo per agosto o settembre, gli Italiani sarebbero il popolo più poliglotta al mondo. I miei consigli per chi volesse imparare foreign languages in questo periodo sono Duolingo e Fluentify.

Con 4,99 euro al mese hai a portata di mano qualcosa come venti milioni di brani musicali. Hai a disposizione tutta la musica del mondo, ma non vivrai abbastanza per godertela tutta. Devo dire che, visto da questa prospettiva, Spotify mi inquieta un po’. Spotify è rivoluzionario. Si tratta di un servizio che consente di ascoltare musica in streaming. E’ stato lanciato nel 2008 da una startup svedese, ma è stato attivato in Italia soltanto il 12 febbraio scorso, in concomitanza con il Festival di Sanremo. Qual è la sua principale caratteristica? Spotify ti fa ascoltare musica in streaming attraverso internet e questo significa che le canzoni non vengono scaricate nell’hard disk come avveniva con iTunes o con eMule, ma si ascoltano senza salvarle, un po’ come avviene con YouTube.

Si scrive streaming, ma lo si cerca in tutti i modi (striming, streming, sreaming, streamin), pur di godersi un film comodamente da casa. E soprattutto gratis. Il tema è già stato da noi ampiamente trattato. Vi consiglio gli articoli del settembre scorso e dello scorso maggio. Un sito particolarmente interessante che vorrei segnalare oggi è filmsenzalimiti.net Qui trovate film e serie TV disponibili in streaming direttamente sul sito. La particolarità è che non siete indirizzati verso pagine esterne. Mi preme infine ricordarvi che in molti casi si parla di materiale coperto da diritto d’autore.

Nell’ultimo post ho trattato il metodo dei sei cappelli per pensare di De Bono. La teoria è molto bella, è affascinante ed è di facile comprensione. Ho provato però a mettere in pratica il metodo adottandolo a problemi personali e a scelte che devo affrontare in questo periodo e devo dire che non mi ha convinto molto. Alla fine tutto si riduce al cappello verde, cioè alla necessità di proporre idee nuove. Se provate inoltre a cercare “sei cappelli applicazioni” su google troverete tante pagine in cui si parla del metodo, ma quasi nessuna applicazione pratica. Ne ho trovata una di Umberto Santucci, famoso e bravissimo consulente e formatore, che insegna da anni il metodo.

“Humour, sesso e pensiero sono tre cose in cui tutti si sentono esperti.” Questa frase è  tratta dai “Sei cappelli per pensare” che Edward De Bono ha scritto nel lontano 1985 e si riferisce al fatto che tendiamo ad essere compiaciuti delle nostre capacità di pensiero, non rendendoci conto di quanto esse possano migliorare. Dal 1985 ad oggi molte aziende hanno utilizzato il sistema dei sei cappelli quando ci sono discussioni da affrontare, importanti decisioni da prendere o brainstorming da realizzare. In tali occasioni i partecipanti sono invitati ad indossare a turno tutti i sei cappelli, cioè a vedere la questione sotto sei punti di vista diversi.

Perché Torino è la capitale del cinema? Per la sua storia? - Prima proiezione italiana dei fratelli Lumière - Primi studi cinematografici italiani - La presenza del Museo Nazionale del Cinema - Primo cinema d’essai italiano (il Romano) - Prima multisala italiana (l’Eliseo) Per i suoi festival legati al cinema? - Torino Film Festival - Torino GLBT Film Festival - Sottodiciotto Film Per i film girati in città? - Cabiria - Profondo rosso - La donna della domenica - etc. Per quella sindrome da ex-capitale depredata del suo status (“eravamo la capitale d’Italia, del cinema, della TV e ci hanno portato via tutto”)? Credo che Torino sia la capitale del cinema, perché in città ci sono tante persone che il cinema lo amano.

Bambini lo siamo stati tutti. Tutti abbiamo imparato a conoscere il mondo giocando, cioè facendo finta di essere qualcun altro. L’esempio classico è quello delle bambine che accudiscono il loro bambolotto esattamente come fanno le loro mamme. Mi sta tornando alla mente come, da piccolo, io abbia finto di essere un pompiere, un vigile urbano, un grande calciatore, un prete e uno dei Chips. Imitavo semplicemente quello che vedevo. Poi purtroppo si cresce e questo mai sopito bisogno di giocare viene incanalato nelle forme più diverse. Guardate attentamente una qualsiasi persona adulta e chiedetevi: dov’è finito il bambino che giocava? Un occhio attento può rivederlo ancora in qualche modo di fare, in qualche atteggiamento.

Si trovano online decine di siti che offrono la visione di film completi e gratuiti in streaming. Era mia intenzione testare quelli migliori, quelli che non ti inondassero di pop-up, che non richiedessero chissà quali software da installare e quelli che non ti obbligassero a partecipare a strane offerte commerciali prima di vedere il loro film. Devo dire che mi hanno tutti fatto venire voglia di affidarmi solo a Rai Movie. Ho capito che i film in streaming non fanno per me. Molto meglio il “mulo”, che almeno mi permette di scegliere. Ovviamente sto parlando di materiale non coperto da diritto d’autore.

Sorbirsi l’ennesima ondata di calore in una Torino veramente deserta ti fa pensare a tutti quei Torinesi che si stanno godendo il fresco della montagna o la piacevole aria del mare E’ lì che diventi cattivo e invidioso! E’ lì che decidi di promuovere sul blog il portale vacanzarovinata.it, un portale che si occupa di assistenza legale per tutti quei turisti che, a causa di disagi subiti, intendono richiedere una qualche forma di rimborso per la loro vacanza. Il mio consiglio rimane sempre quello di avvalersi di portali come Tripadvisor o Zoover prima di partire. Molto criticati in questo periodo, rimangono a mio avviso il più affidabile punto di riferimento.

Le recensioni dovrebbero essere oro per un albergatore o un ristoratore. Se positive, ti fanno pubblicità. Se negative, ti fanno migliorare il servizio. Invece succede che ci si accanisca contro il portale in cui le recensioni sono ospitate, come è accaduto qualche giorno fa a Celle Ligure. Gli albergatori del paesino ligure si sono scagliati contro numerose recensioni negative nei loro confronti, che a loro dire sarebbero finte. Per dimostrarlo, ricordano quello che è accaduto a diversi albergatori di Rimini, che nella scorsa primavera si sono visti proporre la vendita di forniture di ciabatte da camera con il logo dell’hotel in cambio di false recensioni positive su siti come Tripadvisor e Zoover.