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Nell’ultimo post ho trattato il metodo dei sei cappelli per pensare di De Bono. La teoria è molto bella, è affascinante ed è di facile comprensione. Ho provato però a mettere in pratica il metodo adottandolo a problemi personali e a scelte che devo affrontare in questo periodo e devo dire che non mi ha convinto molto. Alla fine tutto si riduce al cappello verde, cioè alla necessità di proporre idee nuove. Se provate inoltre a cercare “sei cappelli applicazioni” su google troverete tante pagine in cui si parla del metodo, ma quasi nessuna applicazione pratica. Ne ho trovata una di Umberto Santucci, famoso e bravissimo consulente e formatore, che insegna da anni il metodo.

“Humour, sesso e pensiero sono tre cose in cui tutti si sentono esperti.” Questa frase è  tratta dai “Sei cappelli per pensare” che Edward De Bono ha scritto nel lontano 1985 e si riferisce al fatto che tendiamo ad essere compiaciuti delle nostre capacità di pensiero, non rendendoci conto di quanto esse possano migliorare. Dal 1985 ad oggi molte aziende hanno utilizzato il sistema dei sei cappelli quando ci sono discussioni da affrontare, importanti decisioni da prendere o brainstorming da realizzare. In tali occasioni i partecipanti sono invitati ad indossare a turno tutti i sei cappelli, cioè a vedere la questione sotto sei punti di vista diversi.

Ho letto il romanzo erotico di Sonia Rottichieri. Avevo promesso una recensione. Ma quanto è difficile per un uomo parlare di queste cose! La letteratura erotica è cosa per donne. Sono state soprattutto donne ad avere realizzato opere di questo tipo negli ultimi anni. Le 150 sfumature colorate sono state scritte da una donna, l’inglese James. E come dimenticare l’esperta di letteratura erotica che 20 anni fa è stata concorrente di un’edizione di Telemike? Ecco la prima “intelligentissima” riflessione che mi è venuta in mente: la parola erotica è per le donne quello che è l’immagine erotica per l’uomo.

Ieri sono entrato alla Feltrinelli di Torino e ho visto esposto il libro di Sonia Rottichieri, “Sul mio corpo”, edito da Aliberti. Mi direte: chi è Sonia Rottichieri? E’ un’amica di Facebook, lavora come medico condotto, è appassionata subacquea e la sua passione per la fotografia l’ha portata a collaborare come artista con una società di gallerie d’arte contemporanea. Se si considera che ha appena pubblicato il suo primo romanzo, ne esce il quadro di una personalità decisamente poliedrica. Perché non dovrei parlare con mia mamma di questo libro? Per il fatto che si tratta di un romanzo di letteratura erotica esplicita ed estrema? Perché Rottichieri ha sostenuto che ad aver ispirato il romanzo sono state le confidenze di molte sue pazienti? Direi che tutti questi motivi, uniti al fatto che mia mamma è attualmente una sua paziente, siano una valida motivazione per non parlarne con lei.

Creatività: la capacità di ‘unire i puntini’ e produrre qualcosa di nuovo e utile. Una parola diventata da tempo un vero e proprio mantra e di cui in tanti parlano: quanti libri avete letto a proposito? Avete notato come creare sembri sempre un processo divertente e facile da fare, indipendentemente dalla situazione specifica? Per ultimo, quante volte avete letto delle tecniche che stimolerebbero la creatività? Sono davvero efficaci oppure, una volta compreso il ‘trucco’, serve poco tempo per trovare le soluzioni? Se volete saperne di più sulla creatività e l’innovazione nel business – ma non solo – senza leggere ‘le solite cose’ ma da una prospettiva di rottura, vi segnaliamo ‘Dangerous Ideas – Idee Pericolose’, scritto da Alf Rehn e pubblicato in Italia da Franco Angeli.

Più che un libro, è un manuale di sopravvivenza. Si perché negli ultimi anni sono venute fuori tante di quelle balle che distinguerle dalla realtà è quasi impossibile. Il giornalista  Severino Colombo,  nel libro  101 stronzate a cui abbiamo creduto tutti ne raccoglie un bel po’: dagli alieni in Messico al collasso di Facebook, dalle bufale su Berlusconi ai viaggi nel futuro e nel passato. L’autore raccoglie molte bugie, credenze popolari e leggende metropolitane che negli anni si sono talmente radicate da sembrare vere. Molto spesso si tratta di azioni di vero e proprio marketing, ma anche di occasioni per prendersi un po’ in giro e credere a qualcosa di impossibile.

Quella uscita all’inizio del mese è solo l’ultima della serie: Steve Jobs. L’uomo che ha inventato il futuro (Hoepli) è una biografia di Re Steve scritta da Jay Elliot (a quattro mani William L. Simon), ex vicepresidente di Apple, uno che Jobs lo ha conosciuto molto bene perché ha lavorato al suo fianco per 30 anni. Elliot racconta come ha fatto un ex hippie a diventare uno degli uomini più influenti del mondo; lo fa attraverso aneddoti sul lavoro quotidiano, seguendo la concezione e il lancio delle creazioni più importanti di Jobs, dall’Apple I nel 1976 all’iPad, passando per la Pixar, l’iPod, l’iPhone… Intuizioni, visioni, spregiudicatezza, passione, energia infinita, ossessione per i dettagli e durezza con i sottoposti sono gli ingredienti della personalità complessa di Jobs che lo ha portato dalle stalle (le origini umili) alle stelle.