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La parola del momento è “mobilità”, termine che in questo articolo ripeterò spesso. E’ una parola positiva. Denota la capacità di spostarsi, di cambiare, di evolversi, di non restare fermi alla crisi, di reinventarsi. Occorre che lavoratori e studenti imparino ad essere mobili e a non fossilizzarsi su un solo lavoro o su una sola azienda. Soltanto così si può superare il momento difficile che stiamo vivendo. Si sta parlando molto anche della mobilità intesa come spostamento fisico all’interno delle nostre città. La recente Fiera delle Startup di Milano ha visto come protagoniste diverse realtà che stanno cercando di incentivare la mobilità sostenibile e intelligente.

Stasera ospito Marco. Si esibisce qui a Torino e viene a dormire da me. E domani sera sono a cena da Elena. I suoi ravioli di gamberi devono essere squisiti. Qual è la stranezza? E’ che non conosco né Marco né Elena. Potere delle startup. Ecco a cosa servono gli sforzi degli startuppari. Ad avviare delle attività che vanno a coprire dei bisogni, bisogni che forse non sapevamo neppure di avere. Le due startup di cui stiamo parlando sono Bed and Show e Gnammo. Una delle caratteristiche delle startup è quella di richiedere un limitato investimento iniziale in capitale e forza lavoro. Un po’ di soldini sono comunque necessari per iniziare e spesso gli startuppari sono giovani creativi, ambiziosi e preparati, ma con poche disponibilità finanziarie.

Della miriade di scherzi sceneggiata ieri da Google, Nokia, Twitter, Youtube e da tantissimi media si potrebbero dire molte cose. Si può dire che in periodi di crisi cresce il bisogno di goliardia. Si può dire il contrario e cioè che dove ci sono più problemi c’è meno voglia di scherzare. Pare infatti che i media anglosassoni siano stati molto più creativi di quelli mediterranei. Si può dire che gli scherzi di solito li fa chi si sente forte e inattaccabile ad eventuali controscherzi, così si spiega perché ad organizzare queste beffe siano stati soprattutto colossi mondiali come Google e Youtube.

Landing page, la pagina di atterraggio. L’aereo che naviga sul web atterra su una specifica pagina. Lì deve compiere una specifica azione prima di ripartire verso altre mete. Generalmente si richiede all’aereo – visitatore di riempire un modulo, in cui inserire i propri dati per aderire ad un’offerta speciale o richiedere informazioni riguardanti il prodotto o servizio venduto. Di solito il visitatore vi giunge dopo campagne mirate, come possono essere quelle legate a Google AdWords. Io azienda pago Google perché inserisca in evidenza il mio link pubblicitario. Visto che ho pagato, devo fare in modo che ogni singola visita sia il più produttiva possibile.

Scusate, forse ho fatto confusione. Ci sono però due date recenti che in realtà hanno a che fare con quanto ho scritto nel titolo. La prima è il 14 dicembre 2012. La Commissione Europea ha legiferato (regolamento 432 del 2012) che da questa data sono ammesse soltanto 222 diciture salutistiche. Sto parlando delle diciture che possono comparire sulle confezioni di integratori alimentari e di cibi funzionali, cioè quegli alimenti che in virtù di alcuni ingredienti promettono benefici per la salute. Tra le indicazioni ammesse ne vorrei segnalare un paio: “Il carbone attivo contribuisce alla riduzione dell’eccessiva flatulenza post-prandiale” e “Il selenio contribuisce alla normale spermatogenesi.

Oggi, venerdì 21 dicembre, termina una storia iniziata 5 miliardi di anni fa, quando la Terra nasce a seguito del Big Bang. Il materiale incandescente disperso intorno al Sole comincia ad aggregarsi formando i primi corpi celesti, tra i quali c’è anche la Terra, che inizia a raffreddarsi solidificando la materia. 3,5 miliardi di anni fa, giorno più giorno meno, la Terra è un corpo celeste formato da azoto, carbonio e idrogeno, da cui, in seguito a diversi fattori, hanno origine le prime forme di vita., Ma le versioni sono discordanti. Qualcuno anni fa sostenne che all’origine c’era il Caos, cioè l’assenza di spazio e di tempo, da cui improvvisamente e senza preavviso apparve Gea, la madre terra, che da sola e senza congiungersi con nessuno generò Urano, il cielo.

Cosa fare per sfruttare al meglio l’immagine dei bambini nella pubblicità: 1. i bambini devono essere sempre al servizio degli adulti. Se mostrano di avere gusti o idee personali, c’è qualcosa che non va. 2 .è inutile nascondersi dietro un dito. I bambini non sono tutti uguali. La provenienza geografica, e più ancora l’appartenenza ad una data etnia, rendono i bambini diversi l’uno dall’altro. E queste differenze vanno evidenziate quando i bambini sono utilizzati per realizzare pubblicità e più in generale attività legate al mondo dello spettacolo. 3. i bambini tendono ad imitare i grandi, per cui non c’è nulla di male se in pubblicità imitano atteggiamenti degli adulti, anche se li scimmiottano.

La notizia è di quelle che fanno sorridere. L’azienda svizzera Algordanza ha trovato un sistema per trasformare una salma in un diamante, utilizzando gli stessi metodi con cui si producono i diamanti artificiali. Alla morte di un caro defunto possiamo quindi optare per la cremazione e per la successiva trasformazione della cenere in un diamante, il diamante della memoria, in modo da portare sempre con noi un segno tangibile della persona che ci ha lasciati. Il principio di base è molto semplice. I diamanti sono costituiti esclusivamente da atomi di carbonio, cosa di cui anche il nostro corpo abbonda.

E se avesse ragione padre Amorth? E se avesse ragione lui nel dire che Halloween è una trappola del demonio perché ci distoglie dal festeggiare i nostri Santi? E se avesse ragione lui nel dire che lo yoga è satanico perché avvicina a ideologie orientali che mettono al centro l’uomo e non Dio? Sarà che tra qualche settimana dovrò interpretare la parte del prete, ma alcune delle affermazioni del noto esorcista mi hanno indotto a pormi la domanda: e se avesse ragione lui? Ok, sono frasi discutibili e ampiamente derise su internet. Ma nella mia testa, anche solo per qualche istante, è passata l’immagine di un ipotetico demonio che organizza le feste di Halloween e che gode nel vedere che anche i bambini del nostro Paese si divertono più a dire “dolcetto o scherzetto” che ad ascoltare le vicende dei Santi.

Bambini lo siamo stati tutti. Tutti abbiamo imparato a conoscere il mondo giocando, cioè facendo finta di essere qualcun altro. L’esempio classico è quello delle bambine che accudiscono il loro bambolotto esattamente come fanno le loro mamme. Mi sta tornando alla mente come, da piccolo, io abbia finto di essere un pompiere, un vigile urbano, un grande calciatore, un prete e uno dei Chips. Imitavo semplicemente quello che vedevo. Poi purtroppo si cresce e questo mai sopito bisogno di giocare viene incanalato nelle forme più diverse. Guardate attentamente una qualsiasi persona adulta e chiedetevi: dov’è finito il bambino che giocava? Un occhio attento può rivederlo ancora in qualche modo di fare, in qualche atteggiamento.