Marketing & Advertising

Come scritto nell’ultimo post, la pubblicità su Internet non può essere comparata con quella presente sugli altri media. Chi realizza pubblicità sulla Rete deve considerare un grande pregio e un grande difetto. Il pregio è che si possono mandare messaggi profilati, cioè creati ad hoc in base agli interessi dell’utente, in base al suo profilo. Il difetto è che i potenziali utenti la possono evitare con più facilità rispetto ai media tradizionali. Al cinema, per radio, in tv, sui giornali o per strada non posso cliccare altrove per aggirare il messaggio pubblicitario, me lo devo sorbire e basta.

Ci sono due dati interessanti che vorrei sottolineare riguardo al recente Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione. Il primo è che in un quadro di contrazione degli investimenti pubblicitari, reso inevitabile dalla crisi, Internet ha visto incrementare il volume della raccolta pubblicitaria. Più 12,3% nel 2011 rispetto all’anno precedente. Maggiori investimenti in questo settore significa anche che chi vuole pubblicizzare il proprio prodotto o servizio su Internet dovrà affrontare una competizione maggiore. E quindi ci sarà sempre più bisogno di web agency serie e complete, che si avvalgono di diverse figure professionali e di persone creative, affidabili e felici di fare il loro lavoro.

Quella di Churchill nel titolo è la classica risposta immediata, geniale, efficace e anche divertente. Riuscire a dare risposte immediate al proprio interlocutore non è da tutti. A volte è un dono che o hai o non hai. Obama, pur essendo un grande comunicatore, non è mai stato abilissimo nei duelli diretti con i propri avversari. In Italia abbiamo molti esempi simili, da Berlusconi a Beppe Grillo, entrambi in grado di infiammare le folle, ma da sempre timorosi del confronto diretto. Obama ha palesemente perso il primo dibattito televisivo con Romney. E nel primo comizio successivo a tale dibattito ha cercato di rimediare con argute risposte rivolte al suo avversario.

L’Italia, uno dei Paesi più in crisi, si ritrova a dover pagare l’iPhone più di tutti gli altri Paesi europei. In alcuni casi arriviamo a pagare persino il 10% in più. Secondo alcune persone, generalmente quelle non in possesso di uno smartphone, questo avverrebbe perché siamo più stupidi degli altri. Una conclusione un po’ banale. Ci sono almeno tre motivazioni che giustificherebbero questo prezzo. La prima è che l’Iva da noi è abbastanza alta. Siamo al 21%, contro, ad esempio, il 20 dell’Inghilterra o il 19% della Germania. E’ vero che la differenza è minima, ma questa può comunque incidere sul prezzo finale.

Guai a chiamarli disabili o eroi. Sono atleti a tutti gli effetti e così vanno definiti. Pare che le raccomandazioni date ai media su come utilizzare le parole per raccontare gli atleti e le gare delle Paralimpiadi siano state chiare. Ma io li vedo così. Disabili ed eroi. Anni fa mi è capitato di seguire dal vivo una gara di nuoto, in cui uno dei partecipanti era senza gambe. Sono rimasto folgorato. E’ stata per me un’esperienza molto educativa. Certo è che non deve essere bello entrare in vasca sapendo che sugli spalti ti considerano solo un’esperienza educativa. Non dev’essere bello sapere che a chi sta sugli spalti interessa poco se arrivi primo o secondo.

Dinos Dimatatis, un famoso studioso di rock greco, conosce a memoria le formazioni dell’Atalanta dal 1965. Che scoop che trovate su questo blog! Ammetto che la notizia non sia granché, ma da tifoso neroblu la volevo riportare. Perché questo signore è diventato tifoso dell’Atalanta? Dimatatis sostiene di essere rimasto attratto dal nome.  Una squadra di calcio che si chiama come la ninfa della mitologia greca effettivamente può attrarre un Greco. Perché ci ritroviamo questo nome? Chi lo ha scelto? La fondazione della società risale al 1907 ed è stata opera di alcuni studenti liceali.

Dite a un Inglese che non è un grande amatore e non se la prenderà. Ditegli che non ha sense of humour e ne rimarrà offeso. Ci tengono così tanto che persino nella cerimonia d’apertura delle loro Olimpiadi hanno voluto sottolineare questa loro caratteristica. Bellissima la partecipazione di Mr. Bean e indimenticabile la Regina che si è paracadutata dall’aereo. Tutto molto british. Personalmente ho trovato molto british anche l’”imbucata”, la volontaria olimpica che ha sfilato con la delegazione indiana, come se nulla fosse. E lasciatemi difendere anche la gaffe del Sole24Ore, che ha pubblicato un logo olimpico sbagliato su tutte le pagine in cui si parlava della manifestazione di Londra.

Il termine parodia deriva dal greco: parà (simile) e odè (canto). Con la parodia si fa un canto, una rappresentazione simile all’originale. A renderla interessante e divertente è il fatto che alcuni aspetti vengono resi in maniera caricaturale. La storia letteraria, cinematografica e musicale è piena di esempi. La Batracomiomachia (“La guerra dei topi e delle rane”) era un poemetto giocoso che parodizzava l’Iliade di Omero. Sono passati secoli, ma di questo tipo di rappresentazioni ne abbiamo ancora un gran bisogno, tanto che youtube e facebook sono pieni zeppi di parodie e di caricature di persone famose, di film o di canzoni, da Titanic ai video di Tiziano Ferro alla pubblicità del Kinder Bueno e chi più ne ha più ne metta.

Da oggi Google offre maggiori dati e strumenti per conoscere e capire i comportamenti dei consumatori. Think Insights amplia i dati e gli strumenti a disposizione per le ricerche di mercato includendo i risultati di 21 paesi di Europa, Medio Oriente e Africa. Nella Research Library è possibile visualizzare per paese, settore, obiettivi di marketing, tipo di piattaforma e anno le ricerche, i case studies, le interviste, le infografiche e tanto altro. Con Insights MENA e Insights Africa è possibile scoprire le abitudini di utilizzo dei media in Medio Oriente e Africa. Utilizzando i Display Benchmark Tools è possibile confrontare i risultati delle vostre campagne di marketing con quelli di altre aziende del vostro stesso settore o della vostra stessa area geografica.

Il titolo della canzone si conforma perfettamente con la geniale trovata dell’ultimo video dei Red Hot Chili Peppers: “Look around“, ovvero “guardati attorno”. Guardarsi attorno è proprio ciò che è possibile fare nel video dell’ultimo singolo, terzo estratto, dall’album “I’m with you” della band Californiana. Premendo play avremo infatti l’occasione di immedesimarci nel regista e interagire con il video muovendo la telecamera, cambiando stanza e decidendo quale dei 4 artisti osservare all’opera. Ma non finisce qui. Oltre ad avere la possibilità di zoomare sarà possibile anche cliccare, in ogni stanza, su determinati particolari, accedendo a foto e video effettuati durante la ripresa del video.