Social Media & Viral Video

Chi condivide va avanti. Fa carriera, incoraggia il team, valorizza idee e professionalità facendo crescere se stesso e l’azienda per cui lavora. Le conclusioni di una ricerca realizzata da Millward Bown per Google, che il Sole 24 Ore ha visto in anteprima, smontano alcuni luoghi comuni sull’uso dei social network sul posto di lavoro. Emerge che chi li adopera per motivi professionali fa carriera più facilmente: l’86% degli intervistati è stato promosso di recente contro il 61% di chi non ne fa uso. È inoltre mediamente più soddisfatto del lavoro e si ritiene il 25% più produttivo ed efficiente.

Non c’è che dire: Mark Zuckerberg – classe 1984 – ha sicuramente un futuro roseo, almeno dal punto di vista economico. A questo proposito, sono in molti a cercare di capire a quanto potrebbe ammontare la ricchezza del giovane imprenditore, soprattutto dopo la quotazione in borsa della sua azienda. Visual.ly ha cercato di rispondere in modo scherzoso al dilemma, proponendo un’infografica che aggiorna in real time la ricchezza di Mark in funzione della quotazione delle azioni in Borsa. Naturalmente quello che vi proponiamo di aeguito è uno screenshot: per controllare quanto è ricco Mark in tempo reale, andate a vedere direttamente l’infografica di Visual.

Tra acquisizioni (l’ultima? Glancee!) e innovazioni, Facebook si sta ormai avvicinando al miliardo di utenti. Un bacino molto interessante soprattutto per le aziende, che possono vantare su tantissime informazioni raccolte in un unico ‘luogo’ e che devono dunque fare di tutto per posizionarsi al meglio sul social di Zuckerberg. Pagine fan, ads & so on: di certo le opzioni per i brand e le imprese non mancano, ma è sui ‘fondamentali’ che si gioca la loro efficacia. E allora, banalmente, come scrivere post con elevati livelli di engagement, e che riescano davvero a creare una community intorno alla marca? In questa direzione, un interessante studio di Buddy Media – Strategies for effective Facebook wall posts: a statistical review – riporta davvero tante informazioni a proposito.

Mark Zuckerberg e io siamo nati nello stesso anno, il 1984. Nel 2004 ci siamo trovati per un paio di settimane nello stesso edificio, un dormitorio di Cambridge, Massachusetts, a poche porte di distanza – lui studiava a Harvard, io ero in visita. La persona che mi ospitava mi ha parlato del suo sito – una cosa interna all’università, che ai tempi si chiamava Thefacebook. Sono passati otto anni: io ho pubblicato due romanzi, lui ha creato un sito con 900 milioni di iscritti. Oggi, a pochi giorni dalla quotazione sul Nasdaq, è stimato intorno ai cento miliardi di dollari; in questo periodo, quindi, Mark l’ha fatto crescere di circa sessanta milioni al giorno.

Facebook ne ha fatta un’altra. Nemmeno il tempo di abituarsi all’ultima innovazione dedicata alle università (Groups for Schools), che subito il social network ha lanciato il pulsante ‘ascolta’, rivolto principalmente ad artisti e musicisti. Situato nelle fan page tra il ‘mi piace’ ed i messaggi, l’app interagisce con la vostra timeline e permette di ascoltare la loro musica direttamente da Facebook (per ora a noi non funziona, ma è sicuramente un problema temporaneo/soggettivo). Bello, no? Acquisto di Instagram, servizi alle scuole e alle band sono solo le ultimissime mosse di Facebook: a tal proposito, un bell’articolo di Antonio Lupetti fa pensare: stiamo assistendo alla polarizzazione di internet verso due enormi pilastri, Facebook e Google.

Google+ veste da ieri una nuova grafica che lo rende molto più fresco e apprezzabile di Facebook, dal quale i designer di Mountain View hanno copiato almeno tanto quanto quelli di Palo Alto fecero subito dopo l’apparizione di G+, che nel frattempo ha raggiunto i 170 milioni di utenti iscritti. Ora Plus è più semplice da usare e ha una grafica molto più pulita, anche rispetto al rivale. Questo però non conta, sottolinea Fastcompany. L’homepage dell’utente è stata completamente riorganizzata, con il menù spostato sulla sinistra e trasformato in una sorta di dock simile a quella di OS X o Ubuntu.

Ogni rivoluzione è figlia dei suoi tempi. Ma avete mai pensato ad una versione nineties del social network di Mr Zuckerberg? Questo video, prodotto da Squirrel Monkey, ci mostra un’ipotetica trasmissione di due decenni fa, Wonders of the World Wide Web, che ci racconta in anteprima il nuovo futuristico “The Facebook“. Raccontando retrospettivamente lo sviluppo del social più famoso al mondo, gli autori ne mettono anche in luce aspetti che nell’era della socializzazione web sono del tutto normali, ma non lo erano certo fino qualche anno fa: ad esempio, diventare “amici” di persone perfettamente sconosciute.

BusinessWeek ha riportato che un gruppo di circa 25 ingegneri, diretti dall’ex-ingegnere di Google, Lars Rasmussen, starebbe lavorando su un motore di ricerca “migliore”. Il motore, attualmente aggiunto all’interfaccia di Facebook, è ancora poco maturo. Esso consente di trovare gli utenti e le pagine dei fan e delle aziende, ma una ricerca più generale restituisce pochi risultati pertinenti, nonostante l’accordo con Microsoft Bing del 2010 per integrare i risultati del Web. La concorrenza, al momento, non ha eguali. Google, infatti, riesce a gestire 11.7 miliardi di query al mese contro 336 milioni di Facebook (fonte ComScore, febbraio 2012, USA).

Il giorno che molti non volevano che arrivasse è giunto, oggi la Timeline di Facebook diventerà obbligatoria per tutti. Fino a ieri, 29 marzo 2012, gli utenti potevano scegliere liberamente se utilizzarla o meno, da oggi verrà imposta con la forza. Che vi piaccia o no, il vostro profilo verrà trasformato in diario digitale e apparirà come per magia la Timeline. La nuova funzione di Facebook rappresenta un elemento di enorme attrattiva poiché è in grado di disegnare in modo del tutto automatico quella che è stata la vita dell’utente in base a quel che è stato raccontato al social network.