Archivio di agosto 2010
Il Ministero dell’Interno ha lanciato il concorso di idee per la realizzazione del nuovo logo dell’Amministrazione. L’obiettivo è quello di individuare un unico elemento grafico che riunisca tutte insieme le competenze del Ministero, suggerendone in maniera immediata l’identità e la mission. Il logo dovrà quindi esprimere le diverse anime del Ministero: punto di riferimento dei cittadini per la sicurezza, le libertà civili e i diritti democratici, il soccorso in casi di emergenza, politiche di immigrazione e come punto di raccordo tra il governo centrale e le amministrazioni locali.
Come differenziarsi dalle centinaia di aziende che spediscono ai clienti il classico calendario con il prodotto stampato? Ci ha pensato l’agenzia tedesca neue-digitale/Razorfish, con un calendario che presenta solo scenari e sfondi urbani. Infatti, per vedere il prodotto (la nuove serie di casa Audi) bisogna scaricare un’applicazione per l’iPhone, che permette di visualizzare l’immagine di una vettura in ogni pagina, tramite l’ormai non più sorprendente tecnologia dell’Augmented Reality. Ma bisogna riconoscere che la campagna si salva per due motivi: primo, si da la possibiltà di vedere una linea di prodotti in anteprima (ed in in 3D) ad una serie di clienti selezionati; secondo, l’azienda di Ingolstadt è riuscita ad attirare l’attenzione giocando con un medium vecchio di centinaia d’anni come il calendario.
Campagna promozionale alquanto inusuale in Brasile per il detersivo Omo (di proprietà dell’Unilever). Sono stati collocati all’interno di alcune scatole di detersivo alcuni dispositivi Gps (che si attivano quando la confezione è stata presa dallo scaffale) in grado di tracciare il percorso fatto dal prodotto. Toccherà poi al personale incaricato andare a bussare alla porta dei vincitori e consegnare il premio, consistente in una videocamera ed una giornata di divertimento all’aria aperta sponsorizzata da Unilever. Il ritorno in termini di vendite giustificherà l’investimento? Non lo sappiamo, ma sicuramente è qualcosa di diverso dalle solite promo! (Da AdAge.
Da “La Stampa” del 5 agosto 2010, articolo di Federico Guerrini. Il computer da indossare che ti trasforma in un cyborg Un computer indossabile fai-da-te. Lo ha realizzato il ricercatore svedese Martin Magnusson che per il suo progetto “becoming a cyborg” ha preso una scheda Beagleboard, piccola ma paragonabile per capacità di elaborazione a un laptop, e grazie ad essa ha fatto girare un’apposita distribuzione del sistema operativo libero Linux, la Angstrom. Poi ha preso dei materiali “poveri” come un paio di occhiali da sole, una tracolla e una custodia per Cd, e li ha trasformati in supporti per la sua unità centrale di programmazione.


