Archivio di novembre 2010

Attirare una più vasta massa di utenti, con prezzi più bassi rispetto a quelli di iTunes. Questo l’obiettivo recentemente annunciato da Adam Klein, a capo del retailer musicale eMusic. Ed è una significativa rivoluzione quella che attenderà al varco circa 400mila iscritti alla piattaforma di distribuzione statunitense. L’attuale catalogo di eMusic verrà rimpolpato, in seguito ad accordi presi con tre delle quattro grandi sorelle del disco. Nello store musicale entreranno infatti brani appartenenti ai cataloghi di Warner, Sony e Universal, venduti ad un prezzo superiore a quello precedentemente stabilito per circa 10 milioni di canzoni provenienti da svariate etichette indipendenti.

The world wide web went live, on my physical desktop in Geneva, Switzerland, in December 1990. It consisted of one Web site and one browser, which happened to be on the same computer. The simple setup demonstrated a profound concept: that any person could share information with anyone else, anywhere. In this spirit, the Web spread quickly from the grassroots up. Today, at its 20th anniversary, the Web is thoroughly integrated into our daily lives. We take it for granted, expecting it to “be there” at any instant, like electricity. The Web evolved into a powerful, ubiquitous tool because it was built on egalitarian principles and because thousands of individuals, universities and companies have worked, both independently and together as part of the World Wide Web Consortium, to expand its capabilities based on those principles.

Rupert Murdoch ha una nuova idea per portare nuova linfa al suo impero editoriale: The Daily, un giornale (solo) digitale in costruzione sviluppato appositamente per iPad. La fiducia del magnate australiano per il tablet con la Mela come salvatore dell’editoria potrebbe ora esemplificarsi in questo quotidiano di bit: per esso ha investito già 30 milioni di dollari e raggruppato uno staff di circa 100 giornalisti (tra cui spiccherebbero i critico musicale del New Yorker Sasha Frere-Jones e il produttore televisivo Steve Alperin) guidati, sembrerebbe, da Jesse Angelo, ex del New York Post.

Si chiama proboscide d’elefante in Svezia, scimmia in Serbia e una parte delicata della scimmia in Olanda. Lumaca in Korea e piccolo topo a Taiwan. Si tratta delle molteplici e diversissime versioni dell’epica chiocciolina della email. L’operoso simbolo “at”, che quotidianamente permette l’invio di miliardi di mail, affonda le radici nel settore del commercio, un tempo usata solo da commercianti e ragionieri prima che il padre delle email, Raymond S. Tomlinson, la riciclasse nel 1971. Nonostante il suo creatore la definisca “solo una preposizione sulla tastiera”, il suo significato assume valori e immagini diversi a seconda delle latitudini.

Un libro per insegnare l’abc della Rete agli internauti meno accorti. Si intitola “20 Things I Learned About Browsers and the Web” e lo ha messo on line Google in occasione dei vent’anni della nascita del World Wide Web. Diciannove capitoli di consigli, più uno di riepilogo, sui temi più “caldi” della Rete, abbelliti dalle magnifiche illustrazioni del disegnatore tedesco Christoph Niemann. Si parte dalla domanda principale, “che cos’è Internet?”, per spaziare verso il cloud computing e le applicazioni Web come You Tube, Twitter e Facebook. Il linguaggio utilizzato è volutamente molto semplice (bisogna però conoscere l’inglese), descrittivo e umoristico.

Siamo sempre più quello che vediamo, che mangiamo, che osserviamo e lo siamo al punto tale da poter anche indossare ciò che compriamo e consumiamo. Siamo così affezionati a ciò che ci circonda che buttar via dopo aver mangiato-visto-bevuto ci sembra un autentico spreco. A cavallo tra provocazione e creatività nasce il sito di e-commerce meno convenzionale del web. Si chiama HUBY e la sua religione non è semplicemente vendere oggetti e bijoux, è molto di più. Nasce come e-commerce di Hub09 – Social Design dove trovano spazio oggetti diversi per uso, design e stile, ma mai solo “prodotti”.

Buitoni, De Cecco, Garofalo sono le prime aziende italiane produttrici di pasta a servirsi degli iDevices per Mobile Experience. E Barilla ha conquistato il marchio iPasta. Ora che la dieta mediterranea è diventata patrimonio dell’UNESCO bisogna valorizzare uno dei suoi prodotti base. Ma le nostre aziende, leader mondiali di questo mercato, sono pronte? Ecco cosa bolle in pentola: Buitoni si sta avvicinando al mondo del mobile. Ha realizzato una WebApp, un’applicazione web e/o un adattamento grafico ad una precedente soluzione per il web. Una WebApp si adatta agli schermi dei vari dispositivi mobile in base al browser, ma, di fatto, è prodotto di una strategia di sviluppo web.

Il primo motore di ricerca intelligente dedicato all’arte e al patrimonio artistico e culturale italiano. È stato presentato così Arte.it, il nuovo progetto della media company NEXTA che punta a sfruttare le potenzialità della tecnologia semantica per reperire le informazioni sull’arte italiana attualmente presenti sul web. Una piattaforma aperta, che aggreghi notizie e attragga contenuti e servizi da parte di una molteplicità di soggetti come enti museali, istituzioni culturali e case editrici. Una tecnologia di ricerca che abbia come fine ultimo la facilitazione a beneficio degli utenti interessati – per lavoro o per piacere – all’universo artistico.

La Cina, si sa ormai da tempo, si sta orientando all’espansione delle tecnologie di telecomunicazione e quelle cybernetiche, come dimostra il fatto che occupa il primo posto nella classifica mondiale TOP 500 dei super calcolatori con il suo supercomputer Tianhe-1A. Ci giunge però nuovo che Pechino si stia preparando alla cyber-guerra, ovvero quella virtuale combattuta a suon di algoritmi e calcolatori. Stando ad un rapporto consegnato al congresso della commissione USA-Cina per la sicurezza, la CNN dichiara che per 18 minuti, nel mese di aprile, la Cina avrebbe dirottato il 15% del traffico web mondiale, tra cui persino parte di quello dell’esercito USA, della marina, del segretario di Stato della Difesa, della NASA e del Senato.

Agira (Aggira in siciliano, Agyrion in greco, Agyrium in latino) è un comune italiano di 8.358 abitanti della provincia di Enna in Sicilia. Il prossimo 26 novembre aprirà all’interno del piccolo borgo il Sicilia Fashion Village, il primo outlet village di tutta l’isola. Per molti non è una novità, visto che il video realizzato per promuovere l’apertura del centro è stato postato da numerosi blog, raggiungendo in pochi giorni 60.000 visualizzazioni al player di YouTube. Vi faccio leggere alcune considerazione dei creativi di Mosaicoon, agenzia che ha ideato il video: “niente più coppole, scacciapensieri, cannoli e cassate.