Archivio di febbraio 2011
Correva l’anno 2007. In Rainbows, ultima fatica in studio dei Radiohead, vedeva la luce con un meccanismo di distribuzione piuttosto insolito. Tutti i fan della band di Oxford avrebbero potuto scaricare liberamente il disco, sborsando solo eventualmente una cifra preferita. Ma il sistema di pagamento up to you non aveva attirato una gran massa di ascoltatori, disposti comunque a versare non più di una media di 4 sterline per l’album.
Anno 2011. Il gruppo di Thom Yorke, per l’uscita del nuovo disco The King of Limbs, disponibile per il download dal 19 febbraio, non si affida più alla gentilezza dei propri ascoltatori, offrendo la versione MP3 (320 Kbps) alla cifra di 6 sterline o 9 dollari circa.
Chrome 10 Beta è la nuova versione anteprima del browser basato su WebKit e sviluppato da Google. Sebbene sia ancora in una fase embrionale, il software di navigazione introduce una serie di caratteristiche consistente, andando oltre il semplice restyling. L’aggiornamento disabilita automaticamente i plugin obsoleti per non compromettere stabilità e sicurezza. La prima beta del decimo Chrome introduce una versione potenziata del motore JavaScript V8 che, stando alle dichiarazioni di Mountain View, dovrebbe correre molto più veloce di quello utilizzato in Chrome 9. Il sessantasei percento in più.
Ho accettato di difendere Julian Assange perché questa è la battaglia per la libertà di stampa nel XXI secolo». Il giurista liberal di Harvard Alan Dershowitz parla al telefono dal suo studio di Boston e non adopera mezzi termini per spiegare le ragioni che lo hanno portato a entrare nel collegio legale del fondatore di Wikileaks, considerato dalla Casa Bianca un nemico pubblico degli Stati Uniti a causa della recente divulgazione di centinaia di migliaia di documenti segreti del Pentagono e del Dipartimento di Stato.
Perché difende Assange?
«Quando all’inizio degli Anni 70 vi fu la battaglia legale sui Pentagon Papers pubblicati dal New York Times, che svelarono i retroscena della guerra in Vietnam, vi presi parte per tutelare il diritto al giornalismo investigativo.
Steve Jobs, che ha lasciato a gennaio la Apple per tornare a curarsi, starebbe molto peggio del previsto. Secondo lo statunitense National Inquirer, che ha pubblicato foto di uno Jobs scheletrico, il fondatore di Apple soffrirebe di una recrudescenza del cancro al pancreas, diagnosticato la prima volta nel 2004, e che ora gli lascerebbe solo 6 settimane di vita.
Nelle foto pubblicate sul giornale Jobs appare magro, fragile e con i capelli diradati. Secondo i medici interpellati dal giornale sarebbero i segni di un nuovo ciclo di chemioterapia per un ritorno del cancro. Il dr Samuel Jacobson ha detto all’Inquirer che, “a giudicare dalle immagini, è vicino alla fase terminale, direi che non ha più di sei settimane”.
C’è del marcio in Danimarca ma lì è una risorsa. Mentre in Italia si avvicendano emergenze rifiuti, proteste per la costruzione di nuove discariche e accordi temporanei che non risolvono nulla, i nostri cugini del nord vedono nel pattume una ricchezza.
Come nel caso di Amagerforbraending, un termovalorizzatore alla periferia di Copenhagen. Costruito oltre quaranta anni fa, verrà trasformato in un parco di divertimenti dallo studio di architettura Bjarke Ingels Group (BIG). La fine dei lavori è prevista per il 2016 mentre l’investimento ammonta a circa 420 milioni di euro.
La funzione fondamentale dell’impianto, ricavare energia dal pattume, rimarrà inalterata ma quello che fino a oggi era un ecomostro da nascondere alla vista diventerà un’attrazione turistica sostenibile, una meta dove andare a svagarsi.



