Archivio di maggio 2011

E se la prossima Costituzione egiziana fosse redatta in crowdsourcing? Non attraverso un comitato di saggi, un’assemblea incaricata di stilare i punti fondamentali del vivere civile, ma proprio con il contributo attivo della popolazione, dell’uomo della strada? Prima di arrivare a un simile risultato, deve passare ancora molta acqua sotto i ponti, ma con l’ aiuto decisivo delle nuove tecnologie tutto ciò potrebbe divenire un giorno realtà; magari proprio in quel Nord Africa che dalla scorsa primavera è diventato un po’ il laboratorio mondiale dell’attivismo digitale.

Chi si occupa di comunicazione e di internet non può far finta che beppe grillo non esista. “Era prevedibile, almeno per me. Quando, all’inizio del 2009, pubblicai “Di là dal ponte” scrissi: “iniziano ad affacciarsi sulla scena politica nuovi concorrenti… Si tratta delle liste civiche lanciate dal comico genovese Beppe Grillo che derivano da nuove forme di aggregazione sociale, iniziative spontanee nate in tutta Italia sulla scia degli spettacoli tenuti da Grillo, che si chiamano Meetup… Il futuro della rappresentanza politica in Italia potrebbe appartenere a loro, o almeno a ciò che potranno diventare da qui a qualche anno, sostanzialmente per tre motivi principali: 1) il primo è banale e consiste nel fatto che non esistono alternative, sono stati i primi nel loro genere in ordine di tempo, rappresentano quelli che, sempre restando in tema di marketing, si chiamano i first mover (i primi a muoversi); 2) il secondo motivo riguarda il fatto che rappresentano una novità assoluta nel panorama politico nazionale sia in termini di rappresentanza sociale che di contenuti e strategie comunicative; 3) il terzo motivo riguarda il bisogno e la richiesta da parte del cittadino post-moderno di incidere maggiormente sulle scelte che determineranno la qualità della propria esistenza.

Esperimento della web tv Polimedia del corso di laurea di ingegneria del cinema e dei mezzi di comunicazione del Politecnico di Torino, in occasione del Salone Internazionale del Libro appena terminato. Tra i locali della manifestazione si aggira uno scrittore di nome Manuele Madalon, che ferma vip, politici e personaggi più o meno noti, ringraziandoli per aver letto il suo libro. Un libro mai scritto da uno scrittore mai esistito, ma ciò nonosstante, gli interpellati dispensano consigli al nuovo arrivato, inanellando una sequela di figuracce. Durante la conferenza stampa finale l’iniziativa viene svelata ai presenti e il caro Madalon può tornare nell’anonimato.

Un’immagine racconta più di mille parole. Se è animata, poi, ne raggiunge duemila. Come nel caso delle gif, le immagini nate nel 1987 che permettono di creare brevi sequenze animate. Oggi sembrano un residuato bellico ma hanno movimentato i primi siti web, esaltando gli internauti della prima ora. I video, in quell’epoca, erano ancora un sogno. Con l’ampliarsi della banda disponibile, i siti si sono fatti sempre più pesanti e queste immagini sono cadute nell’oblio. O così pare. In realtà, infatti, sono onnipresenti ma non ci si fa più caso. Sopravvivono, ad esempio, nelle emoticon animate e vivono un ruolo da protagoniste nella gif art, una forma artistica che le usa come mezzo di espressione.

Il nuovo miracolo economico della Germania DANILO TAINO PER IL CORRIERE DELLA SERA – Patrick Adenauer lo aveva anticipato giovedì pomeriggio, durante la prima giornata del congresso dell’Associazione degli imprenditori di famiglia tedeschi, della quale è presidente uscente. «Il piccolo miracolo economico in corso è in gran parte il risultato del nostro lavoro», aveva detto. Ieri mattina, dunque, una scarica di orgoglio è passata tra i delegati quando l’Ufficio federale di Statistica ha comunicato che, nel primo trimestre del 2011, l’economia della Germania è cresciuta a un ritmo che non si registrava dal giorno della riunificazione, nel 1990.

La comunicazione non è soltanto un processo di trasmissione di informazioni. In italiano , il termine “comunicazione” ha il significato semantico di “far conoscere”, “rendere noto”. La comunicazione è un processo costituito da un soggetto che ha intenzione di far sì che il ricevente pensi o faccia qualcosa. (fonte wikipedia). Semplice no? Ma come facciamo noi a distinguere un’informazione vera da una falsa? Voi direte che se foste di fronte all’interlocutore, capire se mente o se dice il vero sarebbe facile, ma non è così. Collodi aveva provato ad enfatizzare i comportamenti facciali del “colui” che mente, ma purtroppo non ci troviamo davanti al Pinocchio della situazione e quindi la lunghezza del suo naso non potrà esserci d’aiuto.

A febbraio del 2007, Rachel Bristow, Marketing Director di Unilever USA dichiarava al Times: “Sì, ci sono alcuni retailer come Starbucks o Nike che si stanno interessando al mondo dei social network, ma non credo che gli investimenti su questi media debbano superare quelli in televisione. Mi sembra un fenomeno destinato a rimanere, diciamo così, folkloristico”. Un paio di mesi dopo, su Il Corrirere della Sera, Facebook veniva definito così: “Una colossale illusione per trenta-quarantenni in una fese della vita fatta di bilanci, alla ricerca di persone che hanno fatto parte del loro passato e di nuove amicizie attraverso una modalità che è ormai prassi nell’era del villaggio globale.