Archivio di maggio 2012

Con la chiusura di Megaupload e compagni, guardare film in streaming e scaricarli è diventato quasi impossibile. Per il download dei film esistono ancora vari metodi, ma se invece volete guardare film in streaming, senza scaricarli, dove potete andare? Vediamo insieme quali sono i migliori siti su cui trovare film da guardare in streaming gratis. Migliori siti di Streaming in Italia Prima di tutto, un piccolo chiarimento. I siti che vi proponiamo di seguito pubblicano link a file video caricati online. In alcuni casi potrete scaricare i film direttamente sui vostri PC, mentre in altri casi potrete solo guardare i video online, in streaming appunto.

Più una campagna pubblicitaria è controversa, più è facile che se ne parli: un assunto che molti professionisti del marketing conoscono bene, e di cui spesso si sono serviti. Il confine tra abile strategia pubblicitaria e “scivolone”, però, può rivelarsi sottile, soprattutto quando c’è di mezzo la potenza dei social network. Una prova di come il marketing 2.0 possa riservare spiacevoli sorprese, se non accuratamente gestito, è arrivata questa mattina, in concomitanza con la nuova forte scossa di terremoto che ha fatto tremare l’Emilia: alcune aziende hanno sfruttato la risonanza mediatica dell’evento per pubblicizzare offerte e prodotti, postando su Facebook e Twitter alcune proposte commerciali.

A partire dal lancio ufficiale della Timeline per tutte le fanpage su Facebook si sono susseguiti numerosi studi e case history su come per alcuni brand questo layout abbia comportato benefici dal punto di vista dell’engagement dei likers, e come invece per altre aziende tali benefici non si siano visti per nulla, e anzi il cambio di layout sembra aver peggiorato le cose. In realtà, forse, molto spesso a favorire i successi o gli insuccessi delle fanpage non è stato il cambio di layout, ma la scorretta gestione della pagina rispetto ai nuovi criteri imposti dalla Timeline. Si tratta molto spesso di una “forma mentis” sbagliata o non aggiornata alle nuove modalità di interazione stimolate grazie al Diario.

E’ l’uomo che che ha rivoluzionato la musica contemporanea e solo un’altra rivoluzione poteva rendergli omaggio in modo così originale. Google celebra il settantottesimo anniversario della nascita di Robert Moog, l’inventore del sintetizzatore, con uno dei doodle più straordinari mai generati. Sulla homepage del motore di ricerca è a disposizione un sintetizzatore ultracompatto con il quale si può suonare, modificare, registrare e postare on-line il proprio brano improvvisato su una minitastiera. Robert Moog possedeva una fabbrica di strumenti musicali e nel 1963 creò uno dei primi sintetizzatori a tastiera, dando di fatto alla luce la musica elettronica.

A chi non è successo di atterrare felice su un sito e di andarsene molto prima del previsto? Quando uno o più elementi ci disturbano perdiamo facilmente la pazienza, e con la stessa velocità con cui Google ci fa atterrare su una pagina smettiamo di interagire con il sito (e potenzialmente con il brand alle sue spalle). Ecco alcuni esempi delle top annoying features per cui rabbrividiamo davanti allo schermo. Effetti speciali non richiesti Musica: vi colpisce come uno schiaffo, può essere un vero kiss of death che vi porta dritti a chiudere la pagina. Troppi Flash: inutili, pesanti , fanno perdere tempo.

Chi condivide va avanti. Fa carriera, incoraggia il team, valorizza idee e professionalità facendo crescere se stesso e l’azienda per cui lavora. Le conclusioni di una ricerca realizzata da Millward Bown per Google, che il Sole 24 Ore ha visto in anteprima, smontano alcuni luoghi comuni sull’uso dei social network sul posto di lavoro. Emerge che chi li adopera per motivi professionali fa carriera più facilmente: l’86% degli intervistati è stato promosso di recente contro il 61% di chi non ne fa uso. È inoltre mediamente più soddisfatto del lavoro e si ritiene il 25% più produttivo ed efficiente.

Non c’è che dire: Mark Zuckerberg – classe 1984 – ha sicuramente un futuro roseo, almeno dal punto di vista economico. A questo proposito, sono in molti a cercare di capire a quanto potrebbe ammontare la ricchezza del giovane imprenditore, soprattutto dopo la quotazione in borsa della sua azienda. Visual.ly ha cercato di rispondere in modo scherzoso al dilemma, proponendo un’infografica che aggiorna in real time la ricchezza di Mark in funzione della quotazione delle azioni in Borsa. Naturalmente quello che vi proponiamo di aeguito è uno screenshot: per controllare quanto è ricco Mark in tempo reale, andate a vedere direttamente l’infografica di Visual.

Ci piacciono tanto i gadget tecnologici ma amiamo anche essere sicuri che restino protetti, senza graffi e più simili possibile a come apparivano quando li abbiamo acquistati. Per questo immediatamente dopo che abbiamo comprato un iPod o uno smartphone andiamo in cerca di tutti gli accessori irrinunciabili, la custodia in primis. Per tutti i possessori di iPad è arrivata una custodia talmente resistente da proteggerlo addirittura da un SUV , con tanto di passaggio con la ruota a schiacciarlo sull’asfalto. La casa produttrice della Hammerhead Capo Hard Case per iPad ha invitato infatti un utente a testarne l’efficacia, e ha fornito al contributor di Wired James Floyd Kelly un iPad per l’esperimento.

Si chiama Knowledge Graph il nuovo progetto di Google: si tratta di un ulteriore strumento a supporto del suo motore di ricerca e che dovrebbe servire a “scoprire nuove informazioni velocemente e facilmente”. Per “graph” Google intende un “modello intelligente in grado di capire le entità del mondo reale e le loro relazioni le une con le altre: fatti, dunque, non stringhe casuali di caratteri”. Con Knowledge Graph, per il momento disponibile solo negli Stati Uniti ma già con opzioni specifiche per l’utilizzo mobile, Google intende dunque affinare le ricerche finora effettuate solo sulla base delle citazioni delle parole chiave e con i risultati che sono organizzati in base all’importanza stabilità dall’algoritmo PageRank.

Tra acquisizioni (l’ultima? Glancee!) e innovazioni, Facebook si sta ormai avvicinando al miliardo di utenti. Un bacino molto interessante soprattutto per le aziende, che possono vantare su tantissime informazioni raccolte in un unico ‘luogo’ e che devono dunque fare di tutto per posizionarsi al meglio sul social di Zuckerberg. Pagine fan, ads & so on: di certo le opzioni per i brand e le imprese non mancano, ma è sui ‘fondamentali’ che si gioca la loro efficacia. E allora, banalmente, come scrivere post con elevati livelli di engagement, e che riescano davvero a creare una community intorno alla marca? In questa direzione, un interessante studio di Buddy Media – Strategies for effective Facebook wall posts: a statistical review – riporta davvero tante informazioni a proposito.