Archivio di giugno 2012

Ieri sera ho cantato l’inno nazionale. Subito dopo aver pronunciato la frase “siam pronti alla morte”, un’amica, che evidentemente non mi ritiene una persona molto coraggiosa, mi punta il dito dicendomi “e tu saresti pronto alla morte?”. C’erano altre persone che stavano cantando l’inno, ma l’amica in questione ha riconosciuto in me l’antieroe e non ha esitato a farmelo presente. Ho pensato: “la serata non inizia nel migliore dei modi”. Per fortuna un vero eroe c’è stato ieri sera. Uno che, come la maggior parte degli Italiani, non credo che darebbe la vita per il proprio Paese.

Il termine parodia deriva dal greco: parà (simile) e odè (canto). Con la parodia si fa un canto, una rappresentazione simile all’originale. A renderla interessante e divertente è il fatto che alcuni aspetti vengono resi in maniera caricaturale. La storia letteraria, cinematografica e musicale è piena di esempi. La Batracomiomachia (“La guerra dei topi e delle rane”) era un poemetto giocoso che parodizzava l’Iliade di Omero. Sono passati secoli, ma di questo tipo di rappresentazioni ne abbiamo ancora un gran bisogno, tanto che youtube e facebook sono pieni zeppi di parodie e di caricature di persone famose, di film o di canzoni, da Titanic ai video di Tiziano Ferro alla pubblicità del Kinder Bueno e chi più ne ha più ne metta.

Torniamo a parlare di BedandShow, perchè ieri anche La Stampa ha dato spazio al portale di Tiberio. Torniamo a parlare di BedandShow, perché per ABC Interactive, che lo segue dalla sua nascita, è un po’ come un figlio. Torniamo a parlare di BedandShow, perché la sua origine è figlia della pazzia, di quella sana pazzia degli artisti che vogliono sempre cercare strade nuove. Torniamo a parlare di BedandShow, perché questa pazzia comincia ad essere seriamente confortata dai numeri. Torniamo a parlare di BedandShow, perché semplicemente lo vogliamo consigliare. A chi vuole concedersi delle opportunità per potersi esibire in altre città e a chi crede che lo scambio tra esseri umani sia già di per sè un atto creativo.

Una scelta coraggiosa o sconsiderata, a seconda dei punti di vista: Microsoft decide di investire in una nuova linea di prodotto, di immettere capitali in un centro di sviluppo e un team apposito per produrre un tablet, decide di dedicarsi a qualcosa che fino a oggi aveva accuratamente evitato. L’hardware. Intendiamoci, da anni a Redmond producono la Xbox e decine di tastiere, mouse, webcam e dispositivi per la videoconferenza: ma qui si parla di un progetto dal respiro più ampio, si parla di quella famosa frase che recitava più o meno “chi fa sul serio col software deve avere anche il proprio hardware”.

Ma oggi non è l’otto marzo! Propongo di non festeggiare più le donne l’otto marzo. Limitiamoci a festeggiarle gli altri 364 giorni. Ricordiamoci le battaglie delle suffragette, nome che suona quasi dispregiativo, ma che in realtà indica le donne che lottano o che hanno lottato per ottenere il diritto di voto per il gentil sesso e, in senso lato, per ottenere il pieno riconoscimento della dignità delle donne. Personalità come Margaret Sanger sono state in carcere per aver scritto cose inammissibili (“occorre controllare le nascite”) in un’epoca in cui l’informazione sui metodi contraccettivi era assolutamente vietata.

Il blog di ABC punta sull’originalità dei suoi articoli. State tranquilli che qui non troverete gli argomenti già trattati su giornali online o su social network. Il tema originale di cui si parla oggi è il biscotto nel mondo del calcio, alla vigilia di Italia-Irlanda e di Spagna-Croazia. Se domani l’Italia batte l’Irlanda, può non qualificarsi, può qualificarsi come seconda o addirittura come prima nel caso spagnoli e croati pareggiassero zero a zero. Immagino già gli allenatori di Spagna e Croazia, che negli spogliatoi, per motivare i loro giocatori, hanno appeso la frase “meglio due feriti che un morto” con tanto di gigantografia di Buffon.

Natura, creatività e fotografia. E poi ancora, meditazione, arte astratta ed abilità tecnica. Queste sono le parole chiave che descrivono le opere di Sylvain Meyer, fotografo Svizzero che si occupa di Land Art. Tutti i suoi lavori sono realizzati a mano, senza l’utilizzo di Photoshop. Tra un’esposizione in un giardino di alberi da frutto a Conscise ed una in una galleria di Yverdon-les-bains, Sylvain ha risposto a qualche domanda, aprendo le porte di un mondo insieme spirituale e tecnico, che si rifà ai codici della Street Art. Cosa si intende esattamente quando si parla di Land Art? La Land Art è un’arte che si pratica dentro la natura, con la natura.

Il 14 maggio, su un altro grigio muro di Londra, è apparsa un’opera che con ogni probabilità è frutto della mente geniale di Banksy, il sovversivo graffitista inglese. L’immagine rappresenta un ragazzino di origini asiatiche intento a cucire bandierine del Regno Unito (colloquialmente chiamate Union Jack). Lo stile è quello di sempre: uno stencil in bianco e nero, ironia e attacco alle istituzioni. Una critica feroce al capitalismo, forse rivolta ai preparativi per le prossime Olimpiadi, oppure al sessantesimo anniversario dall’ascesa al trono della Regina Elisabetta, che si festeggia proprio in questi giorni.

È stato chiamato “l’invisibile dell’arte moderna”, “il rivoluzionario dei graffiti” e “l’artista senza nome”. Secondo il Daily mail si chiamerebbe Robert Banks, e sarebbe nato a Bristol il 28 luglio 1973, ma queste informazioni vengono contestate dal suo portavoce. In ogni caso, Bansky è soprattutto uno street artist, un graffitista di fama mondiale: le sue opere sono tracciate sui muri, dalla Gran Bretagna alla Palestina. Guarda la gallery con le sue opere: Bansky, il re dei graffiti Banane Tra le più famose quella che a Londra raffigura i protagonisti di Pulp Fiction che impugnano banane invece di pistole, ma anche la scala disegnata sul muro che separa Israele dai Territori Occupati della Cisgiordania: quasi tutte le sue opere, infatti, sono ironiche e provocatorie.