Archivio di ottobre 2012

Bambini lo siamo stati tutti. Tutti abbiamo imparato a conoscere il mondo giocando, cioè facendo finta di essere qualcun altro. L’esempio classico è quello delle bambine che accudiscono il loro bambolotto esattamente come fanno le loro mamme. Mi sta tornando alla mente come, da piccolo, io abbia finto di essere un pompiere, un vigile urbano, un grande calciatore, un prete e uno dei Chips. Imitavo semplicemente quello che vedevo. Poi purtroppo si cresce e questo mai sopito bisogno di giocare viene incanalato nelle forme più diverse. Guardate attentamente una qualsiasi persona adulta e chiedetevi: dov’è finito il bambino che giocava? Un occhio attento può rivederlo ancora in qualche modo di fare, in qualche atteggiamento.

Come scritto nell’ultimo post, la pubblicità su Internet non può essere comparata con quella presente sugli altri media. Chi realizza pubblicità sulla Rete deve considerare un grande pregio e un grande difetto. Il pregio è che si possono mandare messaggi profilati, cioè creati ad hoc in base agli interessi dell’utente, in base al suo profilo. Il difetto è che i potenziali utenti la possono evitare con più facilità rispetto ai media tradizionali. Al cinema, per radio, in tv, sui giornali o per strada non posso cliccare altrove per aggirare il messaggio pubblicitario, me lo devo sorbire e basta.

Ci sono due dati interessanti che vorrei sottolineare riguardo al recente Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione. Il primo è che in un quadro di contrazione degli investimenti pubblicitari, reso inevitabile dalla crisi, Internet ha visto incrementare il volume della raccolta pubblicitaria. Più 12,3% nel 2011 rispetto all’anno precedente. Maggiori investimenti in questo settore significa anche che chi vuole pubblicizzare il proprio prodotto o servizio su Internet dovrà affrontare una competizione maggiore. E quindi ci sarà sempre più bisogno di web agency serie e complete, che si avvalgono di diverse figure professionali e di persone creative, affidabili e felici di fare il loro lavoro.

Quella di Churchill nel titolo è la classica risposta immediata, geniale, efficace e anche divertente. Riuscire a dare risposte immediate al proprio interlocutore non è da tutti. A volte è un dono che o hai o non hai. Obama, pur essendo un grande comunicatore, non è mai stato abilissimo nei duelli diretti con i propri avversari. In Italia abbiamo molti esempi simili, da Berlusconi a Beppe Grillo, entrambi in grado di infiammare le folle, ma da sempre timorosi del confronto diretto. Obama ha palesemente perso il primo dibattito televisivo con Romney. E nel primo comizio successivo a tale dibattito ha cercato di rimediare con argute risposte rivolte al suo avversario.

L’Italia, uno dei Paesi più in crisi, si ritrova a dover pagare l’iPhone più di tutti gli altri Paesi europei. In alcuni casi arriviamo a pagare persino il 10% in più. Secondo alcune persone, generalmente quelle non in possesso di uno smartphone, questo avverrebbe perché siamo più stupidi degli altri. Una conclusione un po’ banale. Ci sono almeno tre motivazioni che giustificherebbero questo prezzo. La prima è che l’Iva da noi è abbastanza alta. Siamo al 21%, contro, ad esempio, il 20 dell’Inghilterra o il 19% della Germania. E’ vero che la differenza è minima, ma questa può comunque incidere sul prezzo finale.