Archivio di marzo 2013

“Rilanciare la ricerca scientifica per rilanciare l’Italia!” E’ un bellissimo slogan, ma a volte ho l’impressione che tutto ciò che è scienza e divulgazione scientifica in Italia dia fastidio. Chi ha bruciato la Città della Scienza di Napoli, quella splendida struttura in cui si faceva buona divulgazione scientifica, rivolta anche ai più piccoli, ma in cui si faceva anche ricerca vera e propria? La risposta sembra facile: la camorra. C’è in realtà chi pensa che la camorra abbia poco a che fare con quanto accaduto. Di chiunque sia la colpa, non sembra comunque che i politici in questi giorni abbiano speso molte parole per l’accaduto.

Con 4,99 euro al mese hai a portata di mano qualcosa come venti milioni di brani musicali. Hai a disposizione tutta la musica del mondo, ma non vivrai abbastanza per godertela tutta. Devo dire che, visto da questa prospettiva, Spotify mi inquieta un po’. Spotify è rivoluzionario. Si tratta di un servizio che consente di ascoltare musica in streaming. E’ stato lanciato nel 2008 da una startup svedese, ma è stato attivato in Italia soltanto il 12 febbraio scorso, in concomitanza con il Festival di Sanremo. Qual è la sua principale caratteristica? Spotify ti fa ascoltare musica in streaming attraverso internet e questo significa che le canzoni non vengono scaricate nell’hard disk come avveniva con iTunes o con eMule, ma si ascoltano senza salvarle, un po’ come avviene con YouTube.