Il sottoscritto non lavora per ABC Interactive. Si limita a sbirciare ogni tanto i lavori di questa azienda, che opera con un modus operandi fresco, innovativo e ricco di rapporto umano.
Dico questo perché ho appena vissuto una contraddizione.
Dopo aver elogiato alcuni software realizzati da ABC e finalizzati al miglioramento della produttività aziendale, mi sono ritrovato dalla parte opposta.
Un mio superiore (sto parlando di un ambito lavorativo che nulla a che fare con la ABC), alla mia richiesta di far fare straordinari al personale perché ci stiamo trovando in difficoltà, mi ha risposto con dei software.
Abbiamo fatto insieme il confronto tra quanto abbiamo prodotto e le ore del personale.
In base a questo confronto ha smontato quanto da me richiesto. Nessun permesso quindi di effettuare straordinari.
Questo si tradurrà sicuramente in un aumento di ore di lavoro non retribuite. E si tradurrà probabilmente in un aumento dell’efficienza e della produttività.
Ma ne siamo così sicuri?
In cuor mio penso che, dati alla mano, le sue osservazioni siano corrette, ma se io superiore, nel farti tali osservazioni, sminuisco il tuo lavoro con frasi del tipo “ma in fondo non è che dovete fare poi tanto”, “l’ho fatto anche io il vostro lavoro e con le stesse persone fatturavamo il triplo” (frase ovviamente falsa), “vorrei venire lì a torino per vedere se avete bisogno di tutte quelle ore”, non faccio il bene dell’azienda.
Come pensate che possa lavorare una persona che riceve queste risposte? Pensate che possa migliorare in termini di produttività? Io credo di no. Credo che comincerebbe ad adottare tutta una serie di resistenze. Laddove possibile, si peggiora la qualità del lavoro. Laddove possibile, ci si disinteressa del rapporto con i clienti. Laddove possibile, si omette di comunicare qualcosa che può essere utile all’azienda. Laddove possibile, si evita di prendersi responsabilità. Laddove possibile, si comincia a pensare più alle risposte da dare all’azienda nel caso ci siano problemi che al risolvere i problemi stessi.
Va bene ragionare per numeri, ragionare in termini di quantità.
Ma occorre anche la qualità. La qualità delle persone che vi fanno capire come agire su quei numeri.
E in un periodo di tagli, questi ragionamenti andranno fatti spesso.

gaberr