Pochi mesi di ritardo, tutto sommato accettabili: si era parlato di fine 2011, ma la prima fotocamera Lytro arriverà sul mercato a inizio 2012. Si può già ordinare, e il prezzo come la forma sono destinati a stupire: si parte da 399 dollari (290 euro) e si arriva al massimo a 499 (360), e si dice addio alla classica forma della fotocamera mutuata dal reflex e compatte a pellicola. Lytro, così si chiama l’azienda e anche il prodotto, assomiglia a un tubo con una lente a un’estremità e un iPod Nano dall’altra: è in grado di raccogliere immagini tridimensionali o con la messa a fuoco variabile in post-produzione, è semplice da usare e ha solo due pulsanti (accensione e scatto) sull’intero corpo. Visto che si parlava di 10mila dollari a fotocamera, una bella sorpresa: ed è già possibile ordinarla.

Sempre “buona” la prima – La startup californiana Lytro è riuscita dove tutti gli altri avevano fallito: trasformare la tecnologia Light Field in una fotocamera per tutti. Quando cogli l’attimo con una potente reflex digitale o una compattina automatiche, con un cellulare o magari con uno tablet di ultima generazione, tu pensi di catturare l’attimo nella sua totalità, quando in realtà cogli solo un aspetto di quel momento, magari il migliore se sei un bravo fotografo. Le macchine fotografiche, analogiche e digitali, sono in grado di rappresentare la realtà solo in due dimensioni memorizzando le informazioni relative all’intensità della luce, ma perdendo i dati relativi alla direzione dei diversi raggi luminosi. La messa a fuoco è lenta – anche sui modelli più all’avanguardia – e difficilmente è “buona” la prima.

Idea molto luminosa – La soluzione si chiama Light Field Camera, o fotocamera plenottica , e non è una novità dell’ultima ora. O meglio, non è una novità a livello teorico. È un secolo che se ne parla e nel 1992 qualche ricercatore del MIT (Massachusetts Institute of Technology) realizzò anche un prototipo che non arrivò però mai nei negozi. Una fotocamera plenottica è in grado di registrare la luminosità, l’intensità e soprattutto la direzione di ogni singolo raggio di luce al momento dello scatto. Il vantaggio è che non devi preoccuparti di mettere a fuoco, e neanche badare troppo a tutte le altre impostazioni, perché te ne puoi occupare in un secondo momento. Le informazioni sono tutte memorizzate nell’immagine che puoi modificare a piacimento in fase di post-produzione sul computer. Insomma, scatti all’impazzata e metti a fuoco quando ti va.

Tratto da qui