Si fa un gran parlare, da qualche tempo, del fatto che le app musicalisostituiranno presto i defunti album musicali. Si tratta spesso di chiacchiere, perché gli album sono ancora vivi e in realtà solo Bjork ha fatto un vero e proprio album-applicazione. Molte delle applicazioni ufficiali degli artisti che si trovano in giro, spesso, sono semplici specchietti per le allodole, prive di contenuti reali ed eslcusivi, prive di attrattiva anche per i fan.

Però, ogni tanto, salta fuori qualche app musicale di artisti che vale la pena. Negli ultimi tempi ben due. La prima, e la più gustosa, è The Jimi Hendrix Experience , sviluppata direttamente da  Sony Music. Non è una semplice applicazione, ma un ebook vero e proprio: la parte principale è una ricca storia multimediale del più grande chitarrista rock di tutti i tempi, dall’infanzia all’eredità musicale che ha lasciato: ogni capitolo è zeppo di foto (spesso rare) e video (embeddati dalla rete, cosicché l’applicazione non pesi troppo). Video e foto sono poi raccolti in sezioni specifiche: la sezione “Photos” è un tavolo dove le immagini si possono spostare con un dito e aprire con due dita. Completa il tutto una mappa che indica le location storiche della carriera di Hendrix e una sezione dedicata alla musica, con un vecchio registratore a bobine che suona le canzoni (solo 30”, prelevati dall’iTunes Store, al quale si viene reindirizzati se si vuole comprare il brano). Il tutto gratis: non male davvero.

Gratis è anche Sting25, app dedicata alla celebrazione del quarto di secolo da solista dell’ex Police. Una timeline interattiva, dal 1985 ad oggi ricca di documentazioni visive e video, una sezione dedicata agli album, all’attivismo, alle influenze alle collaborazione. Anche qua c’è una sezione che geolocalizza le tappe della storia dell’artista (in Italia vedrete tutti i luoghi dei concerti di Sting). Ciliegina sulla torta: video esclusivi del concerto per i 60 anni di Sting tenutosi lo scorso autunno al Beacon Theatre di New York, tra cui spicca una rivisitazione di I hung my head da parte di Bruce Springsteen ed un duetto con Lady Gaga su King of pain.

Tratto da qui