Ci voleva proprio. Assassin’s Creed, una delle serie più influenti degli ultimi anni, era arrivata a Revelations con il fiatone. Si aprivano due scenari: ammuffire un gioco dopo l’altro, o reinventarsi sbaragliando le previsioni. Ubisoft ha scelto la seconda strada per Assassin’s Creed III, prendendosi anche dei bei rischi – il cambio di epoca e di continente sarà uno shock per molti fan, affezionati alle meraviglie del Medio Oriente e del Rinascimento.

Ubisoft non ha preso la sfida alla leggera: sta investendo nella sua nuova opera tempo, energie e soldi come mai aveva fatto prima. Abbiamo potuto constatarlo all’anteprima blindata per la stampa, condotta dall’Associate Producer del gioco Julien Lafarriere. Lo sviluppo di ACIII è partito nel 2010 ed è proseguito parallelamente a Brotherhood e Revelations, coinvolgendo un numero di artisti e programmatori assai più cospicuo.

La presentazione prende il via con alcuni video concept risalenti al 2010, realizzati in computer grafica con lo scopo di mettere in immagini le nuove idee, il look e l’impatto di ACIII. Ovviamente la qualità stellare di simili video non corrisponde al gioco vero nato nei mesi seguenti, ma quando alla fine ci vengono mostrate tre sequenze di gameplay la resa è comunque impressionante. Tra filmati ideali e reali, nel corso dell’anteprima viene snocciolata una mole di informazioni: ecco i punti chiave di ACIII svelati finora.

Qui si fa la Storia
La vicenda di ACIII si estende durante la Guerra d’Indipendenza Americana (1775-1783) che contrappone le 13 colonie alla Gran Bretagna. Nel corso del gioco prendiamo parte direttamente agli eventi che portano alla nascita di una nuova nazione, incontrando anche vari protagonisti della Rivoluzione tra cui George Washington in persona.

Il nuovo Assassino
Archiviati Altair ed Ezio Auditore, facciamo conoscenza della nuova star della serie. Si chiama Connor ed è un mezzosangue inglese-indiano, proveniente da una tribù della nazione Mohawk neutrale rispetto alle due fazioni in guerra. Come sia diventato un Assassino, e cosa ci faccia la setta in America, lo scopriremo nel dettaglio più avanti. E Desmond? Tornerà, ma per ora non ci è stato rivelato altro.

Il Nuovo Continente
L’ambientazione cambia radicalmente rispetto ai primi due AC. Lo scenario comprende un’enorme foresta esplorabile a piacimento, più vasta da sola dell’intera mappa di Roma in Brotherhood; le stagioni mutano nel corso del gioco e quindi spesso la ritroviamo coperta di neve. Ci sono poi due città, Boston e New York, non ancora metropoli ma comunque sufficientemente sviluppate da permettere di mantenere le classiche dinamiche urbane di AC, tra scalate di palazzi e slalom in mezzo ai passanti che affollano le strade.

Le novità di gioco
Connor sorprende per l’agilità dei movimenti: per esempio, quando corre è in grado di scavalcare automaticamente ostacoli come tronchi abbattuti, mentre la scalata delle pareti di roccia è gestita con la naturalezza di un free climber. Connor dispone poi di nuove combinazioni di attacco, tra cui l’uccisione in corsa, e può farsi scudo con il corpo di un nemico per proteggersi dai colpi dei fucili. La neve (un elemento che Lafarriere sottolinea più volte con entusiasmo) apporta dinamiche mai viste prima: a seconda della profondità può rallentare l’avanzata di Connor fino a costringerlo a cercare altri percorsi, per esempio sfruttando la sua capacità di arrampicarsi sugli alberi e di muoversi da un ramo all’altro con naturalezza. Le piante non sono infatti elementi decorativi, ma oggetti fisici veri e propri, utilizzabili in tutta la loro altezza ed estensione come fossero edifici. Nei boschi è anche possibile cacciare gli animali seguendone le tracce.

Le armi
Oltre alla sempreverde lama da polso, l’arma che contraddistingue Connor è il tomahawk; il nostro anglo-indiano gira inoltre armato di arco e frecce. Nel video introduttivo si nota anche una specie di letale arpione con corda, fin troppo Mortal Kombat e quindi eliminato nel gioco (così come la rimozione degli scalpi dei nemici, ritenuta un cliché). Un’arma simile, ma con un uso meno esagerato, è comunque presente in uno dei filmati di gameplay, nel quale si vede Connor che aggancia dall’alto un soldato di passaggio appendendolo a un ramo. Nel corso della presentazione alcuni giornalisti esprimono la preoccupazione che le armi da fuoco possano incidere pesantemente sui combattimenti; tuttavia, ci assicurano, i lunghi tempi di ricarica dei moschetti (due minuti circa) fanno sì che lo scontro fisico resti l’opzione principale e che il dna di AC non venga stravolto.

La grafica
Il gioco è mosso dal motore grafico AnvilNext, un’evoluzione massiccia del precedente, capace per esempio di piazzare su schermo 2000 personaggi alla volta. Non solo: sono migliorati la pulizia dell’immagine, il livello di dettaglio, la fluidità delle animazioni e la resa dei volti nelle cut scene, ora molto più espressivi. Un bel restyling, insomma, all’altezza dei titoli più poderosi degli ultimi mesi (ormai il top raggiungibile su console).

Il gameplay dal vivo
Finalmente, in chiusura ci vengono mostrati tre video con sequenze di gioco registrate. La prima è ambientata nellaforesta; Connor avanza nella neve, viene attaccato da un orso (che uccide con un colpo ravvicinato) e quindi si arrampica sugli alberi e su una parete rocciosa; dopo aver individuato una carovana di soldati inglesi, si sposta di ramo in ramo e si getta di nascosto in un carro per infiltrarsi nel campo base.

La seconda si volge a Boston; Connor percorre il fronte del porto, mischiandosi a una folla di persone che reagiscono attivamente al suo passaggio. Si ritrova di fronte a una fila di soldati inglesi che bloccano il passaggio, li supera scattando in corsa e li semina fuggendo in mezzo alla bancarelle di un mercato, quindi sale su una pianta e si dilegua passando attraverso la finestra aperta di una casa e uscendo dall’altra parte. Si arrampica sulla cima di un edificio e dal tetto osserva il fumo di un incendio che divampa in lontananza.

L’ultima sequenza ha luogo sul campo di battaglia: le truppe americane danno l’assalto a una collina presidiata dagli inglesi, che scaricano su di loro salve di proiettili. Mentre la battaglia infuria, a Connor (cui spetta il compito di assassinare il comandante avversario) si presentano vari approcci; piuttosto che tentare lo scontro frontale, in questa occasione aggira il campo sul fronte sinistro fino a un sentiero secondario, liquida un drappello di soldati (qui si vede in azione il rampino di cui sopra) e si inerpica sulla parete opposta della collina fino a raggiungere l’accampamento nemico alle spalle. Muovendosi accovacciato nei cespugli individua il bersaglio, si fionda fuori dalla copertura, elimina due soldati in corsa ed effettua l’uccisione.

Roba da applausi – e gli sviluppatori hanno ancora 8-9 mesi per rifinire il gioco. La temuta perdita di fascino sembra scongiurata, e anzi ampiamente compensata da un’impostazione generale più aperta e da un sacco di ottimi spunti. Se quelli di Ubisoft non fanno casini inspiegabili da qui al 31 ottobre (la data di uscita), i fan della saga possono dormire sonni tranquilli.

Tratto da qui