Nessuna novità: Google Drive è esattamente quello che ci aspettavamo. Il sistema di cloud storage di Google ha inglobato Google Docs e offre 5 GB di spazio per archiviare tutti i propri documenti. Archiviare ed editare, ma non off line: in quel caso siamo solo in grado di vedere i file, ma non possiamo modificarli. Cosa possibile invece con i file che si trovano nella cartella di Drive, simile a quella di Dropbox, sul nostro pc o Mac, dove ritroveremo i file di Google Docs non appena installata l’app. A patto però di averli salvati nei formati di Docs. Ogni file aggiunto qui appare immediatamente online.

Per editare un file in formato non-Docs abbiamo bisogno di una connessione attiva: dalla nostra cartella l’applicazione si apre nel browser e ci permette qui di modificare i documenti. Gli strumenti sono gli stessi messi a disposizione fino a oggi da Google Docs, che rappresenta la funzione in più offerta da Google rispetto ai numerosi concorrenti. In caso di progetto condiviso, a ogni modifica Drive avvisa gli altri collaboratori. I file di proprietà altrui non vengono però automaticamente salvati sul nostro desktop: occorre farlo a mano.

Non siamo ancora riusciti a testare il servizio, che nei primi giorni è stato attivato solo per poche utenti. Siamo però andati a caccia di pareri nel Web e questo è quello che abbiamo trovato. Due pecche notate un po’ da tutti: l’impossibilità di gestire più account con la stessa installazione e l’assenza dell’integrazione con Picasa, dove i più affezionati utenti Google hanno negli anni hanno archiviato le proprie foto e che ora è integrato in Plus.

Drive mette a disposizione dell’utente 5 GB di spazio gratuito, contro i 2 offerti da Dropbox e i 7 di SkyDrive (Microsoft), che fino a qualche giorno fa offriva ai nuovi utenti fino a 25 gigabyte di spazio. Oltre ai 5 GB (più altri 10 GB per Gmail e 1 GB per Picasa) Google offre la possibilità di acquistare spazio extra a partire da 2,49 dollari al mese per 25 GB (4,99 per 100 GB) e fino a 799 dollari per 16 TB. Drive si spinge quindi ben oltre i 100 GB solitamente offerti dai rivali, puntando a conquistare all’on line editing di Docs gli utenti di Microsoft Office. Il limite per la grandezza dei file da caricare è di 10 GB.

A differenza di Dropbox, i file in Drive non possono essere dotati di un link pubblico per essere condivisi. Vanno condivisi tramite Google Plus con le persone a cui li vogliamo destinare, oppure in modo pubblico. Google suggerisce inoltre questo sistema per sostituire l’invio delle mail.

Rispetto ai concorrenti Mountain View offre in più la possibilità di eseguire ricerche fra i titoli dei documenti (in futuro anche all’interno di questi), tipo di file, proprietario e altri tag. Le foto di luoghi e oggetti riconosciuti da Google Goggles vengono inserite nei risultati delle ricerche per quel luogo od oggetto. Così se abbiamo fatto una foto del Duomo di Milano lo ritroviamo nei risultati della query per questa keyword. Le opzioni di ricerca si estendono all’interno dei documenti in pdf tramite tecnologia Ocr (Optical Character Recognition). Inoltre i video vengono ricodificati, spiega Cnet, in modo da essere visibili su qualunque schermo (e screen radar per i non vedenti). I file possono essere raggruppati in diversi modi, per esempio per data, attività, tipo di file o in ordine di uso.

Google Drive è anche una piattaforma a cui possono accedere le applicazioni di terze parti. Mountain View ha spiegato che è al lavoro con altre aziende per consentire di inviare e ricevere fax da Drive, editare video e creare mockup di siti web. Le nuove applicazioni però saranno disponibili inizialmente nel Chrome Store e non è dato sapere se poi ci saranno versioni per gli altri browser.

Drive sarà attivato piano piano per tutti. Per verificare se il vostro account è disponibile, e nel caso non lo fosse per richiedere di essere informati quando lo sarà, potete visitare la pagina web http://drive.google.com/start.

Tratto da qui