Il blog di ABC punta sull’originalità dei suoi articoli.
State tranquilli che qui non troverete gli argomenti già trattati su giornali online o su social network.
Il tema originale di cui si parla oggi è il biscotto nel mondo del calcio, alla vigilia di Italia-Irlanda e di Spagna-Croazia.
Se domani l’Italia batte l’Irlanda, può non qualificarsi, può qualificarsi come seconda o addirittura come prima nel caso spagnoli e croati pareggiassero zero a zero.
Immagino già gli allenatori di Spagna e Croazia, che negli spogliatoi, per motivare i loro giocatori, hanno appeso la frase “meglio due feriti che un morto” con tanto di gigantografia di Buffon.
Perchè l’accordo, più o meno tacito, tra due squadre per avere un beneficio comune si chiamerebbe “biscotto”?
Secondo linkiesta.it, “in origine la parola «biscotto» significava «cotto due volte». Nel gergo calcistico, il termine è utilizzato quando due squadre si associano in coppia a discapito di una terza, che quindi subisce un doppio danno, proprio come le due parti del biscotto”.
Sembra che l’origine del nome sia però un’altra. Il termine biscotto deriverebbe dal mondo dell’ippica, dove si usava somministrare il doping ai cavalli attraverso dei biscotti o delle gallette. Gli animali così si dopavano con gusto, senza opporre resistenze. E le loro prestazioni venivano alterate, in positivo o in negativo.
Ovviamente adesso non si usa più dopare i cavalli, esattamente come non si usa più combinare le partite di calcio.
Tranquilli, nei prossimi giorni parleremo anche di Belen e di Briatore.
Gaberr