Ieri sera ho cantato l’inno nazionale. Subito dopo aver pronunciato la frase “siam pronti alla morte”, un’amica, che evidentemente non mi ritiene una persona molto coraggiosa, mi punta il dito dicendomi “e tu saresti pronto alla morte?”. C’erano altre persone che stavano cantando l’inno, ma l’amica in questione ha riconosciuto in me l’antieroe e non ha esitato a farmelo presente. Ho pensato: “la serata non inizia nel migliore dei modi”. Per fortuna un vero eroe c’è stato ieri sera. Uno che, come la maggior parte degli Italiani, non credo che darebbe la vita per il proprio Paese. Ma non è questo che si richiede agli eroi di oggi. Oggi per essere eroi bisogna saper dare emozioni. E due gol realizzati contro una Germania superfavorita ti danno emozioni. Ecco cosa dovrei fare per diventare un eroe dei tempi moderni: suscitare emozioni.

C’è però un altro motivo per cui la partita di ieri sera mi è sembrata essere particolarmente emozionante. Ed è il fatto che, trovandomi in locale pubblico con discrete fonti di rumore, non si sentiva quasi nulla della telecronaca. Un eroe diventa tale quando qualcuno sa cantarne le gesta. E purtroppo alla Rai non lo sanno fare. Gli manca qualcosa. Il paragone con Sky è immediato. La sensazione è che alla Rai tutto debba restare ingessato e che manchino principi di meritocrazia.
Vi lascio con due link.
Il primo è l’ennesima stroncatura di Aldo Grasso sulle telecronache Rai.
Il secondo è un link super dotto riguardante l’evoluzione linguistica nelle telecronache italiane.
gaberr