Chi non ha mai partecipato ad una riunione condominiale non ha capito nulla della vita. Soprattutto se alla riunione sono presenti qualcosa come settanta condòmini.
Una specie di Processo del Lunedì (se vogliamo vederla in chiave negativa) che fa pensare quello che poteva accadere nelle agorà dell’Antica Grecia (se vogliamo vederla in chiave positiva).
Alla fine cosa si è deciso? Praticamente nulla.
All’ordine del giorno c’erano questioni di vitale importanza: la parcella eccessiva dell’amministratore e le fioriere del condomino dell’ottavo piano.
Alla fine l’amministratore si è ridotto l’emolumento di un buon 15%, che sono sicuro troverà il modo di farsi rientrare sotto qualche altra voce.
E le fioriere sono state ritenute non consone al regolamento condominiale, togliendo quell’unico elemento vivo presente nei grandi condomìni.
Tutto ciò che respira sembra essere bandito dalle case di oggi: piante, animali, bambini, musica o profumi di cibo.
In mezzo c’è la figura dell’amministratore.
Già, l’amministratore.
Ci sono professioni, in cui la sordità è il tratto distintivo. Per sordità intendo la capacità di farti scivolare tutto addosso, la capacità di comprendere che l’aspetto più difficile della tua professione è quello di far finta di non sentire le critiche che ti piovono addosso. L’amministratore in questione è diventato così abile nel suo lavoro, da rispondere alla domanda “Ma non pensa che le spese di banca siano eccessive?” con una risposta del tipo “Sì, ho pagato tutto in banca”. Ormai sordo lo è diventato veramente. E nonostante sia stato preso in giro anche ad alta voce per metà riunione, alla fine nessuno si è azzardato a non rinnovare la sua nomina.
La gente è così grata a chi si fa prendere in giro, da accettare qualsiasi cosa faccia. Chissà perché mi vengono i mente i politici italiani, strasbeffeggiati, eppure sempre fermi al loro posto.

Gaberr