Quanto è difficile cogliere i segnali! E’ difficilissimo cogliere quelli di una donna quando vuole dirti che è disponibile oppure no. Ma a questo tipo di errori ci ho fatto l’abitudine.

Purtroppo è diventato assai arduo anche capire se la crisi economica sia finita oppure no. Su internet si trovano opinioni di esperti e meno esperti, che predicono: “La crisi è finita”. Ne ho trovate tantissime del 2009. Preveggenza allo stato puro. Mi ricordano un’intervista ad Antonio Fazio, apparsa sulla Stampa un paio di giorni prima dell’11 settembre 2001 e dal lungimirante titolo “Il peggio è alle spalle”.

Nei mesi scorsi si sono citati come segnali di ripresa il fatto che il numero di divorzi fosse in aumento e persino il fatto che ad essere in aumento fosse l’acquisto di biancheria intima negli Stati Uniti. Dato interpretabile in realtà anche in maniera opposta: visto che siamo in mutande, che almeno queste siano nuove e belle. Potremmo viceversa interpretare come crisi il fatto che non si stia parlando quest’anno del problema dei rifiuti. Come a dire: ormai non si butta via più niente. E anche: non comprando più nulla, rimane ben poco da buttar via.

L’impressione che il numero dei camion in circolazione sia in aumento sarà un segnale significativo? Non so innanzitutto se questo dato sia supportato da dati reali. Però mi spinge a sostenere che, indipendentemente dal livello odierno dello spread, la crisi sta per scomparire.

Juglar diceva che l’economia è fatta di un periodo di espansione seguito da un periodo di recessione, seguito ancora da un periodo di espansione. Il ciclo economico richiama un movimento ciclico e circolare. Siamo in crisi già dal 2001 e quindi è inevitabile che ora ci attenda un periodo di espansione. Analisi un po’ semplicistica? Preferite la teoria dei camion?

gaberr