Ho letto il romanzo erotico di Sonia Rottichieri. Avevo promesso una recensione. Ma quanto è difficile per un uomo parlare di queste cose! La letteratura erotica è cosa per donne. Sono state soprattutto donne ad avere realizzato opere di questo tipo negli ultimi anni. Le 150 sfumature colorate sono state scritte da una donna, l’inglese James. E come dimenticare l’esperta di letteratura erotica che 20 anni fa è stata concorrente di un’edizione di Telemike? Ecco la prima “intelligentissima” riflessione che mi è venuta in mente: la parola erotica è per le donne quello che è l’immagine erotica per l’uomo. Entrambe sono due forme di pornografia, una adatta per il genere femminile, l’altra per quello maschile.
Forse non è proprio così. La pornografia è in realtà una semplice perversione, è una meccanica coazione a ripetere, in cui si considera l’altro come un oggetto. L’erotismo mette invece in gioco più cose. C’è il desiderio, c’è la scoperta di un altro che si vuole conoscere e non si potrà mai conoscere fino in fondo. E’ uno spazio di libertà, come dice Oliviero Ponte di Pino.
Sì, questa è una cosa ben presente nel romanzo di Rottichieri: un forte desiderio di libertà. E’ questa una parola che ricorre spesso. La protagonista si sente libera quando è imprigionata dalle catene che la legano al suo padrone, quando è trattata come una schiava. Alice è una donna sui 40 anni, molto indipendente, che sembra, per la vita che conduce, l’emblema della libertà. Ma tutto si sente fuorché una donna libera. La protagonista cerca la libertà attraverso la schiavitù. E sembra trovarla: “Finalmente questa energia poteva liberarsi e deflagrare … Era come se lui avesse trovato una piccola sorgente nella roccia, coperta e nascosta da sterpi, sassi e detriti, e li avesse spostati per fare sgorgare l’acqua, senza rendersi conto che quella piccola sorgente era un torrente impetuoso che aspettava solo qualcuno che rimuovesse gli ostacoli per riprendere il suo percorso tumultuoso e inarrestabile”.
Che idea strana però! Che perversione avere come ultimo fine il dipendere da un’altra persona! Ma l’amore non è anche questo? La fede, quella intensa, non è anche questo? E chi si attacca alla bottiglia o alle slot machines non ha anche lui annullato il suo Io per dipendere da qualcos’ altro? Certo non si possono mettere sullo stesso piano la fede, l’alcolismo o il sadomaso. Ma questo desiderio di ritrovare sè stessi diventando schiavi di altro o di altri dovrà pur avere un’origine comune.
Perché mi sono perso in questo trattatello sulla libertà, nel tentativo di recensire un libro che in fondo parla di persone che scopano in continuazione? Perché forse la letteratura erotica è anche questo, è il cercare il doppio senso. E visto che il senso letterale di quest’opera è già quello che noi comunemente intendiamo per doppio senso, il doppio senso di un romanzo erotico non può riguardare il sesso, ma deve per forza riguardare qualcosa che con il sesso non abbia nulla a che fare.
Consiglio quindi a tutti il romanzo di Rottichieri. Lo potete leggere sia nel suo senso letterale, cioè come semplice narrazione delle “porcate” di una donna di 40 anni, sia nel suo doppio senso, cioè come analisi psicologica e filosofica di una donna (e di un uomo) profondamente in cerca della libertà.
Il romanzo è interessante perché presenta molti piani di lettura.
Qualcuno può decidere di soffermarsi sui giochi sessuali che vengono descritti e cercare magari spunto per la propria vita personale :)
Qualcun altro può semplicemente appassionarsi alla storia, storia in cui non mancano i colpi di scena.
Qualcuno può preferire la sottile analisi psicologica dei protagonisti: “Lei aveva confessato, quando la loro conoscenza era solo virtuale, che non aveva mai conosciuto il piacere totalizzante, coinvolgente, travolgente, annullante di cui parlavano i romanzi; lui aveva fatto tesoro di questa informazione volgendola a suo favore e utilizzandola come strumento per sottometterla e dominarla, affinché lei gli appartenesse.”
Buona lettura!

gaberr




  • Zannaviola

    Ora sono appagata della mia curiosità, volevo sentire un uomo parlare di questo libro ed ora ho letto una intelligente recensione, complimenti a quest’uomo che ha colto nel segno!! meno male che non tutti gli uomini sono uguali……

  • Ubik

    Ottimo libro! Il Marchese De Sade non è certo vissuto invano…..