Le recensioni dovrebbero essere oro per un albergatore o un ristoratore. Se positive, ti fanno pubblicità. Se negative, ti fanno migliorare il servizio. Invece succede che ci si accanisca contro il portale in cui le recensioni sono ospitate, come è accaduto qualche giorno fa a Celle Ligure.
Gli albergatori del paesino ligure si sono scagliati contro numerose recensioni negative nei loro confronti, che a loro dire sarebbero finte. Per dimostrarlo, ricordano quello che è accaduto a diversi albergatori di Rimini, che nella scorsa primavera si sono visti proporre la vendita di forniture di ciabatte da camera con il logo dell’hotel in cambio di false recensioni positive su siti come Tripadvisor e Zoover.

E’ vero che le recensioni di Tripadvisor stanno acquistando un sempre maggior valore economico ed inevitabilmente sono soggette a rischi di compravendita.
Vi invito però a leggere i giudizi dell’Hotel Riviera di Celle Ligure e a valutare da soli se secondo voi sono finti oppure no.

A fronte di chi si scaglia contro le recensioni, c’è invece chi è disposto a pagare pur di sapere come la pensa l’utente del suo servizio. L’iperpubblicizzato portale Trivago ti consente di diventare “ispettore di alberghi” tramite il servizio Hotel Test. Gli alberghi che aderiscono a questa iniziativa ti rimborsano buona parte del tuo pernottamento, se compili un questionario di valutazione post soggiorno. E’ vero che si tratta mediamente di hotel di una certa caratura; è vero che, diversamente da Tripadvisor, le recensioni non vengono pubblicate ed è anche vero che consentire un questionario di qualità è già un modo per farsi pubblicità.
Ma certamente colpisce il contrasto tra quegli albergatori liguri terrorizzati dall’idea che si sappia cosa i turisti pensano di loro e coloro che addirittura pagano pur di farsi aiutare a vedere pregi e difetti del servizio che offrono.

gaberr