Dinos Dimatatis, un famoso studioso di rock greco, conosce a memoria le formazioni dell’Atalanta dal 1965.
Che scoop che trovate su questo blog!
Ammetto che la notizia non sia granché, ma da tifoso neroblu la volevo riportare.
Perché questo signore è diventato tifoso dell’Atalanta?
Dimatatis sostiene di essere rimasto attratto dal nome.  Una squadra di calcio che si chiama come la ninfa della mitologia greca effettivamente può attrarre un Greco.
Perché ci ritroviamo questo nome? Chi lo ha scelto? La fondazione della società risale al 1907 ed è stata opera di alcuni studenti liceali. E’ probabile che i loro studi classici abbiano influito sulla scelta. Oggi non so quanto sarebbe possibile fare una scelta del genere. Tra i grandi nomi con nomi mitologici mi viene in mente soprattutto la Nike, la dea greca della vittoria. Il logo della multinazionale, il famoso baffo, rappresenta simbolicamente l’ala della dea Nike. Ricordo anche, anni fa, il goffo tentativo di trovare un nome a quello che sarebbe diventato lo Stadio Delle Alpi di Torino. Tra i nomi proposti da una qualche azienda di marketing c’erano Zeus, Eracle e Agorà. Nomi rigorosamente bocciati. Oggi il naming, e tutto ciò che è comunicazione in genere, viene fatto con molta più attenzione e molto più coinvolgimento del pubblico. ABC Interactive ne sa qualcosa.
Ma nel 1907 è stato scelto il nome Atalanta, nome di cui peraltro la maggior parte dei Bergamaschi va fiera. Anche perché vi sfido a trovare una squadra di calcio con un nome più originale di questo.
E allora vediamo di capire meglio chi era questa figura mitologica.
La vita di Atalanta non cominciò nel migliore dei modi.
Fu abbandonata su un monte dal padre, perché questi desiderava un maschio. Artemide le inviò un’orsa, che se ne prese cura allattandola e allevandola, finché non fu trovata da un gruppo di cacciatori che la crebbero.
E’ immediata l’associazione con Romolo e Remo, abbandonati in fasce, allevati da una lupa e cresciuti poi da un pastore.
La Dea (così viene chiamata l’Atalanta dai tifosi bergamaschi) e la Lupa (così viene chiamata la Roma calcio dai suoi tifosi) hanno quindi molto in comune. Spero che se ne ricordino i tifosi la prossima volta che vorranno azzuffarsi.
La cosa che mi piace di Atalanta è che era una cacciatrice bravissima e infaticabile. Pensate che era riuscita ad uccidere con l’arco due centauri che avevano cercato di possederla. Le sue imprese erano così grandi da persuadere il padre a riconoscerla.
La cosa che non mi piace è che viene descritta come provocante, ma virtuosa (la mia fonte è Wikipedia). Provocante, ma virtuosa. Oggi si direbbe: una che la fa solo annusare. E infatti Ippomene dovette utilizzare un inganno per poterla prendere in sposa.
Domenica prossima inizia il campionato. Speriamo che la nostra Atalanta la faccia solo annusare agli avversari … la palla ovviamente.

gaberr