L’Italia, uno dei Paesi più in crisi, si ritrova a dover pagare l’iPhone più di tutti gli altri Paesi europei.
In alcuni casi arriviamo a pagare persino il 10% in più.
Secondo alcune persone, generalmente quelle non in possesso di uno smartphone, questo avverrebbe perché siamo più stupidi degli altri. Una conclusione un po’ banale. Ci sono almeno tre motivazioni che giustificherebbero questo prezzo.
La prima è che l’Iva da noi è abbastanza alta. Siamo al 21%, contro, ad esempio, il 20 dell’Inghilterra o il 19% della Germania.
E’ vero che la differenza è minima, ma questa può comunque incidere sul prezzo finale.
La seconda motivazione è l’equo compenso SIAE, che è un obolo imposto ai produttori e agli importatori di prodotti elettronici che sono in qualche modo finalizzati alla riproduzione o alla registrazione di contenuti digitali. Gli iPhone sono soggetti a questo compenso perché possono essere utilizzati, ad esempio, per tenere o duplicare la propria musica. Si tratta di una specie di multa che viene data a prescindere, perché si presume che mediamente una persona duplichi sul proprio supporto del materiale coperto da diritto d’autore. Su un iPhone 5 da 64gb l’equo compenso graverebbe per un importo superiore ai nove euro. Anche in questo caso non si tratta di una cifra che può motivare un prezzo dell’iPhone così alto, anche perché l’Italia non è l’unico Paese ad imporre questa tassa. In Germania, ad esempio, tasse simili hanno importi più alti.
La terza motivazione è quella più forte e fa capo ad un ragionamento di marketing. Il prezzo alto serve per rendere più appetibili i piani tariffari dei gestori. Se il prezzo del telefono è molto alto e il gestore di telefonia te lo “offre”, ti sembrerà di fare un affare. Questa non è nient’altro che una leva di marketing utile a persuadere le persone a sottoscrivere un abbonamento. E’ vero che all’estero il prezzo è più basso, ma siamo sicuri che l’abbonamento finale che viene proposto all’utente sia nel complesso più economico?

Uno potrebbe dire: ok, non siamo più stupidi degli altri per quanto riguarda il costo, ma l’Italia rimane pur sempre un Paese in crisi. Non è follia spendere tutti quei soldi per un telefono?
Sottoscrivere un abbonamento ha un costo finale variabile tra i mille e i due mila euro, se consideriamo quello che si arriva a spendere nell’arco dei 30 mesi per i quali siamo vincolati con un operatore. Non sono sicuramente pochi soldi, ma bisognerebbe pensare anche che lo smartphone sta sostituendo molti altri apparecchi che prima erano nel paniere delle famiglie. Un iPhone può sostituire il telefono di casa, in alcuni casi il pc per andare su internet, il walkman per ascoltare musica, la macchina fotografica, la videocamera, il navigatore, la console per videogiochi e persino l’acquisto giornaliero del quotidiano.

Fonte: puntata di 2024 del 29 settembre scorso in podcast sul sito di Radio24

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