Ci sono due dati interessanti che vorrei sottolineare riguardo al recente Rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione.

Il primo è che in un quadro di contrazione degli investimenti pubblicitari, reso inevitabile dalla crisi, Internet ha visto incrementare il volume della raccolta pubblicitaria. Più 12,3% nel 2011 rispetto all’anno precedente.

Maggiori investimenti in questo settore significa anche che chi vuole pubblicizzare il proprio prodotto o servizio su Internet dovrà affrontare una competizione maggiore. E quindi ci sarà sempre più bisogno di web agency serie e complete, che si avvalgono di diverse figure professionali e di persone creative, affidabili e felici di fare il loro lavoro.

Ops! Ho disegnato il profilo di ABC Interactive  : )

Il secondo dato interessante del rapporto Censis riguarda i motivi per i quali una persona dice di aver apprezzato una pubblicità. Il 54% degli intervistati apprezza di più la pubblicità che informa, il 39% quella che diverte e il 7% quella che emoziona. Come interpretare questo dato? Innanzitutto bisogna vedere se è vero. Siamo così sicuri che le pubblicità che informano siano le preferite? Io posso dire di apprezzare qualcosa che informa, ma nella realtà non voglio magari ammettere di avere apprezzato di più la pubblicità con un corpo nudo in bella mostra. A proposito, le pubblicità con tette femminili e muscoli maschili in vetrina sono da annoverarsi tra quelle che emozionano? Ma anche fosse vero che preferisco i messaggi che informano, non è detto che questi siano quelli che mi inducono maggiormente all’acquisto. La classificazione informazione-divertimento-emozione è inoltre interessante, ma raramente un messaggio pubblicitario può essere catalogato in una e una sola di queste tre categorie. Ciò che mi piace di questa classificazione è l’approccio che viene posto al problema. Chiedersi che cosa vuole l’utente è effettivamente la prima cosa da fare. Troppo spesso si rischia di autocompiacersi delle proprie creazioni, dimenticando che la pubblicità è finalizzata a vendere qualcosa o a dare una buona immagine di un prodotto o un servizio.

C’è infine un’altra considerazione da fare. Comparare le pubblicità su Internet con quelle diffuse su altri media è impresa ardua, perché le regole sono molto diverse. Basti pensare alle questioni della profilazione del cliente e delle offerte in base alla geolocalizzazione. Ne parlerò nel prossimo post.

gaberr