Cosa fare per sfruttare al meglio l’immagine dei bambini nella pubblicità:
1. i bambini devono essere sempre al servizio degli adulti. Se mostrano di avere gusti o idee personali, c’è qualcosa che non va.
2 .è inutile nascondersi dietro un dito. I bambini non sono tutti uguali. La provenienza geografica, e più ancora l’appartenenza ad una data etnia, rendono i bambini diversi l’uno dall’altro. E queste differenze vanno evidenziate quando i bambini sono utilizzati per realizzare pubblicità e più in generale attività legate al mondo dello spettacolo.
3. i bambini tendono ad imitare i grandi, per cui non c’è nulla di male se in pubblicità imitano atteggiamenti degli adulti, anche se li scimmiottano. Se servono per far vendere un prodotto, ben venga.
4. non è poi così grave se un bambino imita atteggiamenti violenti o devianti all’interno di un messaggio pubblicitario. Si tratta pur sempre di finzione.
5. se nel messaggio che si vuole dare ci sono sentimenti di rabbia, noia o paura, è bene che il bambino si adegui e finga di provarli anche lui.
6. è auspicabile che i bambini interpretino ruoli legati alla loro identità di genere. Se maschi, sono consigliati parti forti e virili. Se femminucce, è consigliato far loro interpretare parti remissive.
7. almeno nei messaggi pubblicitari i bambini devono poter godere di quella libertà che nel resto della giornata gli è preclusa. Le figure dei genitori pertanto dovrebbero essere il più possibili sminuite. Devono capire che al mondo non esistono solo mamme e papà.
8. i bambini sono generalmente figure fragili. Un messaggio pubblicitario che si rispetti deve puntare sui sensi di colpa e inadeguatezza dei genitori. Niente vende di più del senso di colpa.
9. i bambini affetti da patologie devono essere ben in mostra nelle pubblicità. Occorre che venga compreso già in tenera età che non siamo tutti uguali.
10. chi fa pubblicità non deve preoccuparsi che la tal merendina o la tal bevanda sia poco sana per un bambino. Sta al genitore la scelta finale di come nutrire il proprio figlio.

Spero vivamente che non siate d’accordo con nessuno dei dieci punti sopra esposti.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia ho pensato bene di riportare (invertendone il significato) i dieci princìpi a fondamento della Carta di Milano.
La Carta di Milano è un documento realizzato da esperti del settore e finalizzato da un lato a far sì che la comunicazione pubblicitaria sia il più possibile rispettosa del mondo dei bambini e dall’altro ad evitare strumentalizzazioni e abusi a quei bambini – attori che le pubblicità le interpretano.
La Carta di Milano, che vi invito a firmare, è stata presentata contestualmente al Child Guardian Award 2012, il premio istituito per premiare le campagne pubblicitarie “che hanno saputo offrire l’immagine più corretta dei bambini, coniugando il rispetto dei Diritti dell’infanzia con un linguaggio comunicativo efficace.” Ecco il link alle cinque campagne premiate e il link alle campagne premiate negli anni scorsi.

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