Nell’ultimo post ho trattato il metodo dei sei cappelli per pensare di De Bono. La teoria è molto bella, è affascinante ed è di facile comprensione. Ho provato però a mettere in pratica il metodo adottandolo a problemi personali e a scelte che devo affrontare in questo periodo e devo dire che non mi ha convinto molto. Alla fine tutto si riduce al cappello verde, cioè alla necessità di proporre idee nuove.

Se provate inoltre a cercare “sei cappelli applicazioni” su google troverete tante pagine in cui si parla del metodo, ma quasi nessuna applicazione pratica.

Ne ho trovata una di Umberto Santucci, famoso e bravissimo consulente e formatore, che insegna da anni il metodo. Sul suo sito ha scritto uno stimolante articolo, in cui applica il metodo al M5S di Beppe Grillo. In sintesi dice che il Movimento è da cappello verde, perché ragiona in modo diverso da tutti gli altri, additando soluzioni a volte paradossali, ma comunque diverse da quelle attuali, che stanno dimostrando di non funzionare più. Le osservazioni che vengono rivolte al Movimento sono tutte da cappello nero, generalmente indossato da chi ha più potere: “fate solo protesta. Non avete esperienza. Non siete qualificati”. Per chi ragiona con il cappello nero è difficile accettare e capire le proposte del cappello verde. In questo caso sarebbe più produttivo indossare un cappello blu. “Il verde lancia provocazioni, stimoli, idee, soluzioni. Il blu organizza, pianifica, trasforma tutto in progetti da realizzare nel tempo e con le risorse disponibili.”

Ho trovato un altro articolo, correlato ad un corso universitario, in cui si cerca di valutare un’idea attraverso il metodo dei sei cappelli. L’idea è la seguente: nascondere alla vista la marmitta dello scooter inserendo lo scarico nel codone. Più applicazione pratica di questa! Indossando il cappello nero si rilevano queste difficoltà: • Difficoltà di manutenzione dello scarico • Minor spazio nel bauletto sottosella• Necessità di un buon isolamento rispetto alle plastiche. Quando si indossa il cappello verde si deve progettare uno scarico più compatto. Diciamo che è il cappello verde che deve fare quasi tutto il lavoro. E quando si indossa il cappello blu si conclude che l’idea pare buona, perché i problemi sollevati dal cappello nero non sono insormontabili. La domanda che mi pongo è: c’era bisogno dei sei cappelli per risolvere un problema di meccanica?

Il primo esempio, quello di Santucci, è decisamente più stimolante rispetto al secondo.
Un punto in comune di entrambi è però che il cappello bianco, il giallo e il rosso sembrano essere irrilevanti.

A questo punto perché non ricorrere al metodo di Dilts, il quale affermava che il successo di Walt Disney era quello di essere tre persone diverse: un sognatore che spara alto senza filtri, un critico che mette sotto il microscopio le idee del sognatore e un realista che trova il modo di realizzare concretamente le idee del sognatore?
Walt Disney indossava quindi tre cappelli: il verde, il nero e il blu.

Ho cercato di applicare il metodo alla compagnia teatrale di cui faccio parte. C’è tanto cappello verde nei nostri incontri, c’è la voglia continua di provare a interpretare i personaggi in modo diverso. Pensandoci bene, è vitale anche la presenza del cappello nero, che ci dice quando un’idea partorita dal cappello verde proprio non va. Recentemente abbiamo anche sperimentato che senza cappello blu, senza la pianificazione, senza una guida, non riusciremmo a realizzare nessuno spettacolo.

Proviamo anche ad analizzare Facebook con il metodo dei cappelli. Quanti post da cappello nero si leggono! E’ pieno di gente che ama criticare, perché, come direbbe De Bono, distruggere è più facile che costruire, ti dà una soddisfazione immediata.

Forse anche l’articolo che state leggendo è soprattutto da cappello nero :(

Tornando a Facebook, si può cercare di analizzarlo partendo da un problema e da una decisione da prendere: che cosa possiamo fare in questa delicata situazione politica? Facciamo finta che Facebook sia un grande gruppo di lavoro, in cui abbiamo la possibilità di esprimere le nostre proposte e le nostre critiche riguardo a questo problema.

Cappello bianco. Quando si parla di politica, è difficile che i fatti siano riportati in modo neutrale. Possono essere considerati fatti le notizie che all’estero danno di noi oppure dati numerici che qualche istituzione fornisce riguardo alla situazione economica del nostro Paese.

Cappello giallo. Questo cappello lo si trova quando qualche amico su Facebook posta notizie a favore degli esponenti politici preferiti. Non ricordo di aver mai letto post a sostegno di Berlusconi. Tanti amici in passato hanno sostenuto Grillo, nei giorni delle primarie molti erano pro Renzi e stamattina un post sosteneva Oscar Giannino.

Cappello nero. In materia di politica questo è il cappello preferito dagli amici di Facebook, secondo i quali i vecchi politici sono tutti ladri. Negli ultimi dodici mesi è stato preso di mira anche Monti, che però non è mai stato definito ladro. Credo che quest’aspetto potrà incidere su una sua eventuale riconferma a Palazzo Chigi.

Cappello rosso. Il “mi piace” è uno strumento che va dritto alle emozioni, uno strumento da cappello rosso. Le sensazioni del popolo di Facebook sono assolutamente anticasta e desiderose di qualcosa di nuovo.

Cappello verde. Occorrono idee nuove e fuori dagli schemi. Che fare? Appoggiare i vecchi politici, rivolgersi a quelli leggermente più nuovi oppure svoltare radicalmente con Beppe Grillo, ma rischiando che ne risenta la stabilità del Paese? Il cappello verde dovrebbe aiutarmi ad avere idee nuove. Eccone una, a cui non avevo mai pensato: perché non mi butto io stesso in politica?

Cappello blu. Il cappello blu non può esserci su Facebook. Il cappello blu è quello che ci dice quale cappello dobbiamo indossare. E’ quello che pianifica. Il cappello blu è in fondo il leader politico che stiamo cercando.

P.S. Quanta confusione in questo articolo! Scusate, ma se uno prova ad utilizzare il metodo dei sei cappelli, deve cercare di uscire dagli schemi e un po’ di confusione ci può stare. Ora però mi occorrerebbe un intervento da cappello blu.

gaberr