Con 4,99 euro al mese hai a portata di mano qualcosa come venti milioni di brani musicali.
Hai a disposizione tutta la musica del mondo, ma non vivrai abbastanza per godertela tutta.
Devo dire che, visto da questa prospettiva, Spotify mi inquieta un po’.

Spotify è rivoluzionario.
Si tratta di un servizio che consente di ascoltare musica in streaming.
E’ stato lanciato nel 2008 da una startup svedese, ma è stato attivato in Italia soltanto il 12 febbraio scorso, in concomitanza con il Festival di Sanremo.

Qual è la sua principale caratteristica?
Spotify ti fa ascoltare musica in streaming attraverso internet e questo significa che le canzoni non vengono scaricate nell’hard disk come avveniva con iTunes o con eMule, ma si ascoltano senza salvarle, un po’ come avviene con YouTube. Si passa dal possesso all’accesso, dalla vendita all’abbonamento ad un servizio.
Non si tratta propriamente di una novità, ma se i nomi di Pandora, Deezer o Grooveshark vi dicono poco o niente, significa che Spotify può rappresentare qualcosa di nuovo.

Altra caratteristica di Spotify è che è legale, perché l’ascolto viene monetizzato e quindi agli artisti viene corrisposto un compenso, che è proporzionale al numero di ascolti. E’ questa una valida alternativa alla pirateria, anche se alcuni artisti in passato si sono rifiutati di concedere i diritti per la diffusione dei loro album a Spotify. Il motivo? L’esiguità del compenso.

Andiamo al sodo. Quanto costa all’utente?
Ci sono tre piani di abbonamento:
Spotify Free: è gratuita. Si può ascoltare tutta la musica che si vuole, ma si deve sorbire la pubblicità, cioè banner e piccoli annunci pubblicitari audio della durata di tre minuti ogni ora.
Spotify Unlimited: costa 4,99 euro al mese e si accede al servizio senza pubblicità.
Spotify Premium: costa 9,99 euro al mese e si superano tre limitazioni dei primi due abbonamenti. Innanzitutto la qualità del suono è più elevata, connessione permettendo. Con il pacchetto Premium si può inoltre accedere alle proprie playlist anche offline, senza bisogno di essere connessi, cosa molto utile quando si è in viaggio. E soprattutto è l’unico abbonamento possibile per chi vuole utilizzare Spotify su dispositivi mobili.
A questo link si ha la possibilità di ottenere la prova gratuita della versione Premium per 30 giorni, ma occorre prestare attenzione. Dobbiamo infatti essere noi ad annullare l’abbonamento entro il termine dei 30 giorni! In caso contrario ci verranno addebitati i costi dell’abbonamento per il mese successivo.

Perché non mi abbonerò a Spotify.
Non mi abbonerò a Spotify perché ha comunque un costo.
Non mi abbonerò perché, pur amando la musica, i miei interessi sono piuttosto limitati e poi io sono affezionato alla radio, all’idea che ci siano persone che, prima o dopo una canzone, parlino.
Non mi abbonerò perché proprio non mi interessa la funzione social di Spotify e cioè l’idea che i miei amici sappiano che cosa sto ascoltando e soprattutto non mi interessa sapere che cosa loro stanno ascoltando.

Perché (forse) mi abbonerò a Spotify.
Mi abbonerò perché adoro la funzionalità Radio, cioè la possibilità che Spotify mi generi una playlist a partire da una canzone che io scelgo di ascoltare.
Anche questa non è una novità. C’era già Pandora con il suo algoritmo. Ma sul mercato italiano Pandora non ha mai fatto molto.
Facciamo un esempio della funzionalità Radio. In questo momento sono particolarmente triste, voglio crogiolarmi nella mia depressione momentanea e allora scelgo di ascoltare “La voglia di morire” di Masini. Ecco che Spotify decide di farmi ascoltare anche, nell’ordine, un’altra canzone di Masini, “Cento giorni” di Baglioni, “Il treno delle sette” di Venditti, “Marciapiedi” di Renato Zero e tutta una serie di altre canzoni un po’ tristi.

Scherzi a parte, a chi dice “non ho né voglia né tempo di perdermi tra decine di generi e centinaia di cantanti” si può rispondere che Spotify fa risparmiare tempo. Si scoprono canzoni e cantanti che possono piacere senza doversi prendere la briga di andarli a cercare e inoltre si possono realizzare in breve tempo playlist per ogni occasione, per quando si è tristi, per quando si va a correre, per quando si guida, per quando si sta al computer o per quando si condividono momenti di intimità.

A voi la scelta.

gaberr