2013. Italia. Dalla Rete sta arrivando un’ondata rivoluzionaria.

Cito nuovamente Piero Angela per far capire meglio di cosa sto parlando:

Curiosamente oggi si parla molto di partecipazione, intesa come uno strumento di sviluppo democratico, ma raramente si parla di divulgazione come condizione essenziale per capire e quindi per partecipare. La democrazia non può basarsi sull’ignoranza dei problemi, perché uno dei suoi grandi obiettivi è proprio quello di rendere i cittadini responsabili e consapevoli, in modo che possano esercitare i loro diritti utilizzando meglio la loro capacità di capire”

La vera rivoluzione che sta arrivando dalla Rete riguarda la formazione.

Non mi riferisco al leggere qualcosa su Wikipedia o all’informarsi attraverso i più disparati siti.

Sto semplicemente parlando di scuola, una parola che sa di vecchio, ma che sta per rinnovarsi con una forza tale, da diventare il perno attraverso il quale far ripartire la nostra economia e ridare entusiasmo alla nostra società.

Mamma mia! Quanta retorica sto mettendo!

Adesso però basta teoria. Fatemi fare un paio di esempi.

Il primo è la sperimentazione in atto già dal 2010 al Liceo Scientifico Lussana di Bergamo. Qui in alcune classi i libri scolastici non ci sono più. Si fa lezione con i tablet.
Le problematiche che ha dovuto fronteggiare la pioniera di questa rivoluzione, la prof di Latino Dianora Bardi, sono state molte, dalle spese per la tecnologia e per la connessione alla formazione per il corpo docente, alle diffidenze che di solito ogni grande cambiamento genera.
I risultati?
La 5^ L, la prima classe ad aver adottato questo metodo, ha affrontato l’anno scorso gli esami di maturità. Il percorso di apprendimento di questa classe era un po’ diverso rispetto al programma di studi standard. Secondo la commissione esaminatrice era però il programma di studi standard quello sul quale i ragazzi dovevano essere valutati.
Panico? Niente affatto. I ragazzi, pur non essendo superiori alla media, alla fine sono riusciti così bene a riformulare le proprie conoscenze che si sono diplomati con votazioni superiori alla media. La commissione esaminatrice ha sottolineato anche che i ragazzi in questione si sono dimostrati particolarmente originali, profondi e capaci di mettere in relazione i vari argomenti tra di loro.
Sicuramente la fortuna degli studenti della 5^ L è stata quella di aver avuto degli insegnanti in gamba, ma l’impressione è che lo strumento informatico e la Rete abbiano contribuito non poco a questo successo educativo.

Il secondo esempio è leggermente diverso e riguarda la formazione che avviene in azienda e presso gli enti formativi. L’atteso boom dell’e-learning atteso in questi anni non c’è stato. Una qualsiasi minima problematica di ordine tecnico o burocatico veniva spesso utilizzata come forte argomento da parte di tutte quelle persone diffidenti nei confronti della formazione a distanza.

Piattaforme innovative, affidabili e facili da usare come la torinese Kennis hanno lo scopo di eliminare qualsiasi alibi a chi è ancora diffidente nei confronti dell’e-learning.

Immagino già la scena con il figlio che rimprovera il padre perché gli ha rubato il tablet. “Papà, va bene che anche tu devi fare formazione, ma anche a me il tablet serve. Devo tradurre Tacito, imparare le equazioni e approfondire come I Promessi Sposi possono cambiare la mia vita”.

2013. Italia. Sta arrivando un’ondata rivoluzionaria.

ABC Interactive? Presente!


gaberr