Le #invasionidigitali sono una rete di eventi nazionali rivolti alla diffusione e valorizzazione del nostro patrimonio artistico-culturale attraverso l’utilizzo di internet e dei social media.

In sostanza organizzi un’invasione presso un museo o un luogo d’arte italiano in una data e ora precisa tra il 20 e il 28 aprile. Chi vuole si aggrega e lì si condivide insieme agli altri partecipanti il piacere di ciò che si sta visitando, ricordandosi di fare foto ed eventuali video e di postare il tutto sul social network preferito.

Invasioni Digitali è una bella iniziativa, soprattutto se si pensa che quest’anno la Settimana della Cultura (ingresso gratuito per sette giorni più di 400 musei italiani) è stata soppressa per mancanza di fondi.

Ho soltanto un dubbio. Questo invadere le località d’arte armati di smartphone mi sa molto di “giapponese”.

Se l’obiettivo è quello di far sì che più persone in questi giorni entrino nei musei, direi che l’iniziativa è lodevole.
Se l’obiettivo è quello di valorizzare il nostro patrimonio culturale, qualche dubbio mi sorge.

Navigando tra le invasioni digitali effettuate fino a questo momento, mi sembra di vedere soltanto fotografie sparse di belle località e bei musei italiani. Non sono però istantanee che ti invogliano più di tanto a frequentare quei posti, nonostante l’entusiasmo che a parole gli “invasori” vogliono trasmetterti.

Quando si parla di valorizzazione del patrimonio culturale, ho in mente altro.

Ho in mente le sortite di Philippe Daverio nei più disparati musei del mondo. Il suo occhio critico e preparato ti incuriosisce. La sua capacità di raccontarti quello che vede ti fa venir voglia di recarti sul posto e ammirare di persona quello che il suo racconto ti ha fatto immaginare. Per semplificare il concetto, non è una fotografia del Colosseo ad invogliarmi a visitarlo, ma il racconto di ciò che in passato lì dentro accadeva.

Ho in mente il Museo Pietro Micca di Torino, in cui delle incredibili guide volontarie ti guidano all’interno dei cunicoli della Torino del Settecento e ti fanno veramente sentire come se tu fossi lì, nella Torino che stava per essere invasa dai Francesi e che ha dovuto fare appello a tutte le sue forze per non cadere.

Io credo che la vera valorizzazione del nostro patrimonio culturale debba passare attraverso persone che, raccontandoti una storia, ti appassionino e diano un senso a quello che stai vedendo.

Comunque vi consiglio qualche invasione nel fine settimana. Io lo farò.

gaberr