Mi chiamo Esopo e ho inventato favole in cui ho attribuito agli animali le stesse debolezze degli uomini. La volpe che esclama “tanto è ancora acerba!” di fronte all’uva che non riesce a raggiungere rappresenta tutti noi quando disprezziamo ciò che non riusciamo ad ottenere.

Mi chiamo Walt Disney e ho creato una serie di personaggi che, pur essendo animali, sono a volte superiori agli uomini. Nell’immaginaria città di Topolinia, ad esempio,non esiste alcuna forma di discriminazione, tanto che una mucca (Clarabella) sta con un cavallo.

Mi chiamo Massimo Troisi e se mi dite che dobbiamo fare come San Francesco che parlava agli uccelli, io vi dimostro che è proprio per colpa di San Francesco che è nata la migrazione degli uccelli. Quasi a dire: gli animali la sanno più lunga di noi.

Mi chiamo Luigi Pirandello e penso che non siamo poi così superiori agli animali, tanto che tantissimi dei nostri comportamenti, modi di fare e persino espressioni del volto o del corpo richiamano quelli di alcune bestie.

Cerimonioso, col suo vocino di zanzara, lasciava passar tutti innanzi a sé.

Una spilungona miope, tutta collo, dai capelli rossi crespi; e gli occhi ovati e una bocca da pescecane.

Fedele come un cane, per natura, una donna sola anche da scapolo gli era sempre bastata.

Dicono che in carcere Petix dimostra la smemorata indifferenza d’un gatto che, dopo aver fatto strazio d’un topo o d’un pulcino, si raccolga beato dentro un raggio di sole.

Ha negli occhi chiari bruciati, nel mento un po’ rientrato, nei capelli gialli irruviditi, un’aria di capra addormentata nella voluttà.

Mi chiamo Roberto, non ho mai letto Pirandello, non capisco cosa dice Troisi e faccio parte di un partito che per sopravvivere ha bisogno di ottenere i voti di quelle persone che pensano ancora che dare dell’orango ad un essere umano sia un modo intelligente per sminuirlo.

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