Roberto Ippolito ha pubblicato 10 anni fa il saggio “2014. Il futuro che ci aspetta.”

Nel volume troviamo previsioni di esperti su come sarebbe cambiato il mondo nel decennio 2004-2014 nei settori più disparati, dall’energia alla casa, dal lavoro al clima, dalla politica ad Internet.

Cominciamo subito con qualche chicca.

Nel 2014 in Italia i posti di lavoro ci saranno, perché si ridurrà il numero delle persone in età lavorativa…Con più ultrasessantacinquenni e meno giovani ci sarà più lavoro per i giovani.
Previsione direi non del tutto azzeccata.

L’alleggerimento delle retribuzioni sarà un processo che non si fermerà e l’indice di Gini, che misura il grado di diseguaglianza della distribuzione del reddito, continuerà ad aumentare.
Purtroppo questa previsione si è verificata.

Nel 2014 ogni persona avrà più computer (alcuni anche addosso, in tasca o come parte del proprio abbigliamento) e sarà sempre in rete anche senza accorgersene… Il computer da scrivania sarà sempre collegato a Internet. Ma sarà un computer (e che computer!) anche quella specie di portafogli chiamato “communicator”. Il “communicator” sarà un apparecchio che sommerà una serie di funzioni, svolte in precedenza dai telefonini e dai computer palmari.
Wow! Questa sembra sia stata scritta da Steve Jobs in persona.

Nel 2014 detteranno sempre legge i combustibili fossili con il 90% di copertura del fabbisogno.
Anche qui ci siamo come previsione.

La quota di energia prodotta dal nucleare dal 2010 scenderà molto rapidamente.
Una frase del genere non può non far pensare al disastro di Fukushima (2011), uno degli avvenimenti tragicamente più importanti del decennio appena trascorso. In realtà fino ad allora il nucleare era in continua ascesa.

Mettere al mondo dei bambini troppo spesso apparirà un azzardo anche nel 2014, soprattutto se l’instabilità del lavoro sarà forte, con rapporti a termine, non tutelati, con scarsi o nulli interventi pubblici di sostegno.
Il tasso di natalità in Italia nel 2004 era del 9.7 per mille. Oggi siamo scesi al 9.0 per mille, il dato più basso di sempre.

Nel 2014, dopo un’ulteriore crescita, l’immigrazione rallenterà.
Si ipotizzava allora un’incidenza di stranieri dell’8-9%. Il tasso di crescita della popolazione straniera è effettivamente diminuito e di molto. Oggi siamo al 7,4%.

Personalizzazione molto spinta. Sarà questo l’elemento chiave della casa del 2014.
Sarà anche così, ma è quasi sicuro che persino in Canada qualcuno ha una casetta Ikea identica alla mia.

La ricerca continuerà a operare con forti tormenti e interrogativi ideologici e morali senza risposte definitive e univoche sull’utilizzazione delle cellule staminali.
La recente vicenda Vannoni ha sostituito i forti tormenti di allora con una massiccia dose di superficialità.

Senza modifiche significative dell’assetto del sistema pensionistico, l’opinione pubblica reagirà. E verranno chiesti a gran voce trattamenti migliori e più equi. Equità vuol dire tante cose: potrà perfino accadere che i lavoratori compresi tra i 40 e i 50 anni di età tentino di ottenere il taglio degli assegni dei pensionati per uniformare le condizioni delle pensioni concesse e di quelle da concedere.
A questo non ci siamo ancora arrivati, forse perché parte di quei 40enni vive anche grazie alle pensioni dei genitori.

Nel 2014 la scuola non avrà più l’esclusività dell’insegnamento. La conseguenza sarà la perdita di importanza del titolo di studio. Il suo valore legale non sarà totalmente cancellato, ma sarà fortemente sminuito.
E’ del dicembre scorso la notizia che il tasso di disoccupazione tra i giovani 25-29 anni è più elevato per i laureati che per i disoccupati.

Internet consentirà la selezione di tutti i brani musicali desiderati, che potranno essere scelti in qualsiasi momento praticamente dall’intera produzione planetaria. In futuro, la possibilità di collegarsi alla rete senza computer ingombranti e non solo con i cellulari permetterà a ognuno di disporre della propria musica.
Previsione azzeccata.

Meno grattacieli in Europa nel 2014 come oggi. Il grattacielo sarà sempre più una scelta sporadica. E’ un tipo di edificio che non potrà avere successo.
A Torino evidentemente non la pensano così.

Il saggio di Ippolito, riletto oggi, presenta molti spunti interessanti. Bisogna ammettere che è stato un azzardo cercare di prevedere come sarebbero andate le cose nei 10 anni a venire. Chi l’avrebbe mai detto, per esempio, che avremmo avuto le dimissioni di un Papa, Grillo come leader politico o la juventus in serie B?

gaberr




  • pietro palmi

    Direi che ha azzeccato abbastanza… specie le cose su “internet” a tutto tondo, ma non era difficile. Sulle energie bisognava avere più visionarietà e ce l’ha avuta. Sul mondo del lavoro ci ha un pò perso..ma si sa su questo lato, si pensa sempre che le moderne tecnologie ci “libereranno” dal lavoro. Infatti ce lo stanno togliendo “vieppiù”. Ogni anni, grazie ad una macchinetta che fa biglietti, ticket, e quant’altro in automatico si diminusice il numero di impiegati in banca, poste, aeroporti, porti, autostrade, fabbriche (ho visitato una cartiera 1 mese fa, completamente gestita da 2 operatori e 1 computer (solo 20 anni fa in quella sala quadri lavoravano 14 persone) etc… ed il “numero di tecnici del computer” che si generano (come nuove professionalità) è di un ordine (se non 2) di grandezza inferiore al n° di posti di lavoro che si perdono.