Pensiamo ad un qualsiasi tipo di lavoro non troppo qualificato.
Pensiamo a chi lo svolge meglio rispetto a qualcun altro, a chi è più produttivo.
Io sono meno produttivo di Antonio nello svolgimento del mio lavoro, perché mi impegno di meno oppure perché sono meno in gamba di lui.
Ma quante volte io produco meno rispetto ad Antonio, semplicemente perché NON SO come devo comportarmi in determinate situazioni? E magari NON SO neppure quello che devo dire.
Ecco che “L’Oréal ha un gioco per preparare i parrucchieri ai rapporti con i clienti, McDonald’s per fare apprendere la gestione integrata dei ristoranti, Volkswagen per diffondere le conoscenze sulle prestazioni delle automobili, l’Ospedale universitario di Zurigo per le esercitazioni pratiche, la Scuola superiore di commercio di Chambery per il team building e il management della piccola impresa.”
Stiamo parlando di giochi, di veri e propri videogames.
Cavolate! – penserà qualcuno.
Può darsi. Ma se sono cavolate, perché “In Francia sono stati dati contributi iniziali di 20 milioni di euro alle aziende, che adottano i serious game per la formazione e negli USA il mercato attuale è valutato intorno ai 10 miliardi di dollari.”?
Gaberr
fonte: http://iriospark.splinder.com/post/21812495
