Voli a corto raggio senza toilette o con toilette a pagamento sul lungo raggio, posti in piedi a bordo. E il secondo pilota? Potrebbe aiutare a servire drink. In fondo per Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, è solo una questione di abitudini, basta cambiarle. «Prima che mettessimo la tassa sul bagaglio da stiva – ha spiegato nel corso di una conferenza stampa per festeggiare i 25 milioni di passeggeri transitati per l’aeroporto di Orio al Serio (Bergamo) – l’85% dei nostri passeggeri viaggiava con più di un bagaglio. Ora sono scesi al 25 per cento». E per le toilette dice: «Non c’è tutta questa necessità per i passeggeri di recarsi alla toilette durante i voli anche perchè la maggior parte sono a corto raggio».
Le parole sui piloti-steward «non meritano un commento», afferma Andrea Boiardi, responsabile del dipartimento tecnico dell’Ipa (Italian pilots association). È un «atteggiamento offensivo – aggiunge – assolutamente distante dalla realtà, per sminuire la professionalità dei piloti di linea, che fanno un addestramento di anni. È una nuova messa in scena solo per propaganda, senza nessun fondamento sostanziale». Innanzitutto, spiega «ci sarebbe un problema di sicurezza. Anche con la moderne tecnologie i sistemi sono talmente complessi che servono due piloti, sia per la struttura della cabina di pilotaggio sia perchè, in un’eventuale avaria, è indispensabile la presenza di un pilota che guida e di uno che risolve il problema». Una opinione ben diversa da quella di O’Leary. «Due piloti andavano bene negli anni Cinquanta – ha detto il ceo di Ryanair – quando guidare un aereo era difficile. Oggi i piloti salgono, schiacciano un bottone e poi non fanno più niente, quindi non vedo perchè i secondo pilota non possa dare una mano a servire i drink o vendere i panini». Non capisco, – dice – «a cosa serva in un volo di due ore, avere due piloti che stanno lì seduti tutto il tempo a leggere il giornale».
Poi passa alla proposta delle toilette a pagamento a bordo. «I nostri sono dei suggerimenti per abbassare le tariffe – ha sottolineato l’ad – una toilette in meno significa abbassare la tariffa del 5% e aggiungere il numero di posti sugli aeromobili. Potremmo anche devolvere i ricavi del pagamento della toilette a un ente di beneficenza, lo facciamo solo per diminuire le tariffe. Noi siamo sempre alla ricerca di mezzi per ridurre i costi sui voli. Al contrario di Alitalia che quando non è in sciopero pensa solo a modi per alzare le tariffe».

Tratto da ilsole24ore.com