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Campione di vendite, di capitalizzazione (la società Usa di maggior valore), di profitti. Ma anche di contabilità «creativa»: pionieri nell’uso di una tecnica taglia-tasse soprannominata «Double Irish with a Dutch Sandwich». Insomma, una società che «pensa differente» ma non sulle tasse. Ammirata per la genialità delle sue soluzioni tecnologiche, la Apple è meno nota per l’abilità con la quale riesce, legalmente, a pagare pochissimi tributi. La società fondata da Steve Jobs l’anno scorso ha versato appena 3,3 miliardi di dollari di tributi su 34,2 di profitti: appena il 9,8 per cento.

Caro direttore, la prima cosa che balza agli occhi quando arrivi davanti alla sede di Apple sono le tante biciclette parcheggiate e la fila di giovani che entrano negli autobus aziendali per rientrare a casa dopo il lavoro. Tutto è ordinato, pulito, immerso nel verde, gli uffici con grandi vetrate, pieni di luce, l’arredamento semplice, chiaro come le pareti. All’interno, il campus con ristorante, store aziendale, bar con tavolini all’aperto e prato verde come in un campo da golf. Se esci da qui ed entri nel grande campus della business school di Stanford non cambia niente, stessa atmosfera, stessi giovani, stesse biciclette, stesso verde con alberi bellissimi e un’atmosfera di comunità allegra e colorata che trovi anche da Google.

Era una delle tradizioni americane più invidiate, che ancora non eravamo riusciti a importare. Da oggi non sarà più così. Dopo Halloween e il Thanksgiving, arriva in Italia anche il Black Friday. Il tradizionale venerdì nero di sconti, ribassi e promozioni pre-natalizie di Apple, infatti, è arrivato anche qui: solo attraverso l’Apple Store Online, si potrà accedere a offerte speciali e avere la spedizione gratuita per tutti i prodotti presenti. Puoi lasciare la macchina in garage: il carrello si riempie con il mouse.

Nell’autunno del 1987 Mario Bellini riceve una telefonata dall’America. Pronto. Era Steve Jobs. Il CEO di Cupertino aveva appena ripreso le redini di Apple dopo la parentesi in Pixar e cercava nuovi collaboratori. Gli propone di trasferirsi subito in California: Bellini ci mette tutta la telefonata a rifiutare. Il designer si rende probabilmente conto di trovarsi a telefono con un imprenditore di gigantesco avvenire, ma sapeva anche quanto gratificante e prezioso fosse stato il suo lavoro in Olivetti. Era lì da più di 20 anni e aveva gradualmente contribuito a farne una delle realtà più importanti del mondo nel campo del design, della tecnologia, dell’innovazione.

In uscita in tutto il mondo la biografia di Steve Jobs scritta da Walter Isaacson. Le tensioni con Google, i complicati rapporti sentimentali e la malattia, una rara forma di cancro al pancreas che inizialmente ha curato con la medicina alternativa per poi pentirsene e sottoporsi, ormai tardi, a un’operazione, la biografia getta nuova luce sul guru di Apple. Basandosi su 40 interviste condotte negli ultimi 2 anni, Isaacson ripercorre la vita del visionario della Silicon Valley e delle sue passioni, quali i Beatles. Dalle 630 pagine emerge il rapporto contrastato con Google, i suoi rapporti interpersonali con le donne, fino alla malattia.

Notizia lampo per mettervi a conoscenza che Apple ha reso pubblica la pagina ufficiale relativa al nuovo iPad 2. Per raggiungerla non dovrete far altro che andare all’indirizzo apple.com e potrete avere pieno accesso a tutte le caratteristiche del nuovo incredibile tablet, che sarà in vendita a partire dal 25 marzo 2011! Da qui

Il Mobile World Congress si chiude oggi, ma ieri è arrivata una notizia curiosa: Apple ha vinto un Global Mobile Award per il miglior apparecchio presentato sul mercato nel 2010. E ovviamente, è l’iPhone 4, che offre – secondo la giuria – “uno schermo eccellente, un design curatissimo, fantastici materiali e un fenomenale ecosistema per gli sviluppatori di app”. “In una competizione serrata – prosegue la motivazione – l’iPhone 4 ha saputo far tesoro del successo dei suoi predecessori per definire lo standard con cui gli attuali smartphone devono confrontarsi”. Vale appena il caso di ricordare che Apple non ha mai partecipato alla più grande fiera mondiale di telefonia, e a Barcellona non c’è nemmeno per questa sesta edizione.

Steve Jobs, che ha lasciato a gennaio la Apple per tornare a curarsi, starebbe molto peggio del previsto. Secondo lo statunitense National Inquirer, che ha pubblicato foto di uno Jobs scheletrico, il fondatore di Apple soffrirebe di una recrudescenza del cancro al pancreas, diagnosticato la prima volta nel 2004, e che ora gli lascerebbe solo 6 settimane di vita. Nelle foto pubblicate sul giornale Jobs appare magro, fragile e con i capelli diradati. Secondo i medici interpellati dal giornale sarebbero i segni di un nuovo ciclo di chemioterapia per un ritorno del cancro. Il dr Samuel Jacobson ha detto all’Inquirer che, “a giudicare dalle immagini, è vicino alla fase terminale, direi che non ha più di sei settimane”.

La foto che vedete accanto al titolo in home riprende un iPad appena messo sotto da una Chrysler PT Cruiser. Vi chiederete: “E quindi?” beh la notizia è che nonostante tutto il dispositivo sia ancora funzionante. Il “test” è stato fatto utilizzando esclusivamente come riparo un case della Apple. Il vetro dello schermo è chiaramente distrutto, ma tasto Home, Multitasking e Accelerometro sono ancora pienamente funzionanti. Sebbene sia al quanto discutibile l’aver distrutto un dispositivo, o averlo provato a fare, solo per testarne la resistenza, è indubbio che dopo questo esperimento le convinzioni a favore dell’ottima costruzione dell’iPad aumentano.

L’originale modello di computer disegnato e assemblato a mano da Steve Wozniak e venduto da Steve Jobs, l’Apple I, è stato battuto da Christie a 156mila euro a un uomo d’affari e collezionista torinese, Marco Boglione, che ha effettuato la sua offerta al telefono. Si tratta di un pezzo di storia hi-tech, uno dei primi personal computer prodotti da Apple ed è da considerarsi – per usare le parole di Steve Jobs – come un prodotto “commercialmente raro”. L’azienda nel lontano 1976 commercializzò circa 200 esemplari di questo gioiellino tecnologico ad un costo di 666,66 dollari, e l’esemplare in questione è uno tra i pochi sopravvissuti, meno di una cinquantina.