Articoli marcati con tag ‘curiosità tecnologiche’

Una clessidra verde, gialla e rossa, con luci a LED al posto dei granelli di sabbia. E’ questo il semaforo uscito dalla fantasia della designer Thanva Tivawong, la cui proposta, proprio per la sua originalità, sta facendo il giro del Web. Al posto delle luci tradizionali, il Sand Glass è composto da un solo pannello sul quale appare una clessidra. Il simbolo cambia colore, passando dal verde al rosso, mostrando lo scorrere del tempo. La parte inferiore della clessidra, infatti, si riempie piano piano di sabbia, lasciando ad automobilisti, motociclisti e pedoni la possibilità di vedere quanto tempo manca al cambiamento di colore.

Si chiama proboscide d’elefante in Svezia, scimmia in Serbia e una parte delicata della scimmia in Olanda. Lumaca in Korea e piccolo topo a Taiwan. Si tratta delle molteplici e diversissime versioni dell’epica chiocciolina della email. L’operoso simbolo “at”, che quotidianamente permette l’invio di miliardi di mail, affonda le radici nel settore del commercio, un tempo usata solo da commercianti e ragionieri prima che il padre delle email, Raymond S. Tomlinson, la riciclasse nel 1971. Nonostante il suo creatore la definisca “solo una preposizione sulla tastiera”, il suo significato assume valori e immagini diversi a seconda delle latitudini.

“Si prega di cambiare la cartuccia del fruttato prima di procedere alla stampa”, potrebbe essere uno dei messaggi che indicheranno che è finita una cartuccia della nuova stampante progettata in Giappone. Un gruppo di scienziati locali sta infatti lavorando ad un inchiostro che permetta di stampare gli odori: avrebbero già sviluppato un prototipo che sarà mostrato la prossima settimana a Firenze. A guidare il gruppo di ricercatori dell’Università di Keio, Kenichi Okada, che collabora strettamente con il produttore Canon. Il prototipo dovrebbe avere quattro aromi (per il momento si sa solo che i tre principali sono lavanda, menta e limone) e dovrebbe utilizzare come base una stampante ink-jet, meglio adattabile allo scopo.

The Urban Speaker è un’installazione di Carlos J. Gómez de Llarena, 60 secondi a disposizione per fa sentire la propria voce, un intervento temporaneo che rivede il nostro modo di intendere l’ambiente urbano nell’era dell’onnipresenza della comunicazione di massa. Un ambiente urbano che si trasforma in media attraverso l’introduzione della tecnologia. Il cartello invita il passante a chiamre un numero di telefono dover poter registrare la propia voce, un QR code che permette di collegarsi direttamente al sito per fruire nuovi contenuti.

Le imprecazioni permettono di sopportare meglio il dolore: lo studio condotto (senza fini umoristici) dall’Università di Keele, Gran Bretagna, si è aggiudicato l’Ig Nobel per la pace, una delle categorie dei premi che ogni anno viene assegnato a coloro i cui risultati scientifici e sperimentali “non dovrebbero essere mai riprodotti”. Il team di ricercatori di Keele, per la verità, aveva circoscritto i risultati notando che gli effetti benefici delle imprecazioni non si applicano agli uomini con tendenza al catastrofismo. Ma le assurdità su cui investono tempo gli scienziati di tutto il mondo non finiscono qui.

Articolo di Marco Sondano (lastampa.it) Per chi vive in provincia internet è un’ipotesi Vuoi mettere vivere in campagna? Permettere ai tuoi figli, appena spalancata la porta di casa, di uscire a correre tra i prati e i noccioli. Pranzare, d’estate, in giardino. Fare lunghe passeggiate nel verde silenzioso. Castiglione, frazione di Asti, è così. Rientrato dalla passeggiata, però, ti tocca rinunciare alle news online. E dopo un pranzo in giardino, non c’è verso di guardare il video di Gianfranco Fini. Bisogna aspettare che la tv si degni di riprenderlo. Si naviga a 56 k, su questa collina incantevole.

Alessi fa leva sul peso acquisito dal suo brand in ambito domestico per lanciarsi nel mercato del tablet. Il risultato è AlessiTab, prodotto realizzato in collaborazione con Promelit e disegnato dall’architetto Stefano Giovannoni. Un touch screen HD da 10 pollici a forma di “L”, dotato di un sensore di movimento che ruota le immagini di 180 gradi, consentendo così di disporlo in diverse posizioni su uno dei tavoli presenti in soggiorno o cucina, sul comodino della camera da letto, nonché tenerlo in mano. Così basta un tocco per usufruire dei servizi interattivi (tutti gratuiti): dalle notizie in tempo reale dall’agenzia Ansa ai servizi meteo a cura di Epson, dalle ricette scelte dal Cucchiaio d’Argento di Editoriale Domus a 13mila stazioni Web radio di tutto il mondo, fino alle informazioni nutrizionali curate dall’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione).

Dal sito del quotidiano “La Stampa”: Maniaco hi tech, un mini-telefono dentro le scarpe Un telefonino di ultima generazione e una telecamera inserita in un foro appositamente praticato nella scarpa da ginnastica. L’ingegnoso piano, ideato da un operaio 34enne torinese, gli permetteva di filmare le gambe e le parti intime di ignare donne al mercato di Santa Rita. L’uomo è stato denunciato per molestie dalla Guardia di Finanza; nel suo appartamento i militari hanno trovato i file contenenti le registrazioni.

E’ stato presentato al SIGGRAPH 2010 Street Slide, la nuova tecnologia di Microsoft che si propone di sfidare Google Street View. L’importante innovazione, che consente di trovare il luogo che si cerca in 17 secondi in meno rispetto a Street View, è la multiprospettiva. Con Street Slide è possibile infatti cambiare completamente la prospettiva della camera invece di “muoversi” semplicemente dal punto di partenza. Ecco il video che evidenzia le differenze tra la nuova e la vecchia tecnologia:

Da “La Stampa” del 5 agosto 2010, articolo di Federico Guerrini. Il computer da indossare che ti trasforma in un cyborg Un computer indossabile fai-da-te. Lo ha realizzato il ricercatore svedese Martin Magnusson che per il suo progetto “becoming a cyborg” ha preso una scheda Beagleboard, piccola ma paragonabile per capacità di elaborazione a un laptop, e grazie ad essa ha fatto girare un’apposita distribuzione del sistema operativo libero Linux, la Angstrom. Poi ha preso dei materiali “poveri” come un paio di occhiali da sole, una tracolla e una custodia per Cd, e li ha trasformati in supporti per la sua unità centrale di programmazione.