Articoli marcati con tag ‘facebook’

Nell’ultimo post ho trattato il metodo dei sei cappelli per pensare di De Bono. La teoria è molto bella, è affascinante ed è di facile comprensione. Ho provato però a mettere in pratica il metodo adottandolo a problemi personali e a scelte che devo affrontare in questo periodo e devo dire che non mi ha convinto molto. Alla fine tutto si riduce al cappello verde, cioè alla necessità di proporre idee nuove. Se provate inoltre a cercare “sei cappelli applicazioni” su google troverete tante pagine in cui si parla del metodo, ma quasi nessuna applicazione pratica. Ne ho trovata una di Umberto Santucci, famoso e bravissimo consulente e formatore, che insegna da anni il metodo.

A partire dal lancio ufficiale della Timeline per tutte le fanpage su Facebook si sono susseguiti numerosi studi e case history su come per alcuni brand questo layout abbia comportato benefici dal punto di vista dell’engagement dei likers, e come invece per altre aziende tali benefici non si siano visti per nulla, e anzi il cambio di layout sembra aver peggiorato le cose. In realtà, forse, molto spesso a favorire i successi o gli insuccessi delle fanpage non è stato il cambio di layout, ma la scorretta gestione della pagina rispetto ai nuovi criteri imposti dalla Timeline. Si tratta molto spesso di una “forma mentis” sbagliata o non aggiornata alle nuove modalità di interazione stimolate grazie al Diario.

Non c’è che dire: Mark Zuckerberg – classe 1984 – ha sicuramente un futuro roseo, almeno dal punto di vista economico. A questo proposito, sono in molti a cercare di capire a quanto potrebbe ammontare la ricchezza del giovane imprenditore, soprattutto dopo la quotazione in borsa della sua azienda. Visual.ly ha cercato di rispondere in modo scherzoso al dilemma, proponendo un’infografica che aggiorna in real time la ricchezza di Mark in funzione della quotazione delle azioni in Borsa. Naturalmente quello che vi proponiamo di aeguito è uno screenshot: per controllare quanto è ricco Mark in tempo reale, andate a vedere direttamente l’infografica di Visual.

Mark Zuckerberg e io siamo nati nello stesso anno, il 1984. Nel 2004 ci siamo trovati per un paio di settimane nello stesso edificio, un dormitorio di Cambridge, Massachusetts, a poche porte di distanza – lui studiava a Harvard, io ero in visita. La persona che mi ospitava mi ha parlato del suo sito – una cosa interna all’università, che ai tempi si chiamava Thefacebook. Sono passati otto anni: io ho pubblicato due romanzi, lui ha creato un sito con 900 milioni di iscritti. Oggi, a pochi giorni dalla quotazione sul Nasdaq, è stimato intorno ai cento miliardi di dollari; in questo periodo, quindi, Mark l’ha fatto crescere di circa sessanta milioni al giorno.

Facebook ne ha fatta un’altra. Nemmeno il tempo di abituarsi all’ultima innovazione dedicata alle università (Groups for Schools), che subito il social network ha lanciato il pulsante ‘ascolta’, rivolto principalmente ad artisti e musicisti. Situato nelle fan page tra il ‘mi piace’ ed i messaggi, l’app interagisce con la vostra timeline e permette di ascoltare la loro musica direttamente da Facebook (per ora a noi non funziona, ma è sicuramente un problema temporaneo/soggettivo). Bello, no? Acquisto di Instagram, servizi alle scuole e alle band sono solo le ultimissime mosse di Facebook: a tal proposito, un bell’articolo di Antonio Lupetti fa pensare: stiamo assistendo alla polarizzazione di internet verso due enormi pilastri, Facebook e Google.

BusinessWeek ha riportato che un gruppo di circa 25 ingegneri, diretti dall’ex-ingegnere di Google, Lars Rasmussen, starebbe lavorando su un motore di ricerca “migliore”. Il motore, attualmente aggiunto all’interfaccia di Facebook, è ancora poco maturo. Esso consente di trovare gli utenti e le pagine dei fan e delle aziende, ma una ricerca più generale restituisce pochi risultati pertinenti, nonostante l’accordo con Microsoft Bing del 2010 per integrare i risultati del Web. La concorrenza, al momento, non ha eguali. Google, infatti, riesce a gestire 11.7 miliardi di query al mese contro 336 milioni di Facebook (fonte ComScore, febbraio 2012, USA).

Il gruppo di “Hacktivisti” senza nome Anonymous ha sferrato a sorpresa un attacco contro Facebook, social network con 800 milioni di utenti. L’attacco è stato annunciato in tempo reale su Twitter, e al momento Facebook mostra malfunzionamenti a macchia di leopardo. L’attacco a Facebook era da tempo una delle ipotesi di attività imminenti per il gruppo hacker. Che però ha sempre smentito eventuali voci di questo tipo, l’ultima solo poche ore fa. Ma da Twitter arriva l’annuncio a sorpresa da Anonops_live, specificando che si tratta di un attacco Ddos, negazione di servizio distribuita, e che interessa Facebook.

Schermo touch, sensori di movimento, Retina display. E poi Angry Birds, Facebook, Instagram… Perdere tempo sull’iPhone sembra una cosa da nativi digitali, per chi non ha tempo di guardarsi indietro neanche quando gioca o cazzeggia. Eppure l’App Store della Mela è talmente vasto da lasciare spazio anche agli appassionati di anni ‘80, ‘90 e dintorni con una libreria sorprendentemente fornita di giochi da nostalgia. Eccone 10 tra i migliori, anche se la scelta è veramente troppa. Voi cosa avreste messo? Monkey Island 2 Special Edition: LeChuck’s Revenge La saga di Guybrush Threepwood è nei cuori di tutti gli appassionati, e vive nel secondo episodio i suoi momenti più riusciti.

Fabio Volo ci ha rinunciato, non gestirà più la pagina Facebook de Il volo del Mattino. I social media sono così. Date un account Facebook o Twitter a qualcuno e si sentirà in diritto di esprimere la sua opinione non richiesta. E quando queste opinioni non richieste diventano molte e non si sa più come gestirle spesso i “VIP” preferiscono lasciar perdere. Un esempio è quello diJames Franco, che poche settimane dopo aver inaugurato account Twitter e Facebook li ha cancellati. Questi fenomeni mi lasciano perplessa. Non posso fare a meno di domandarmi e, a questo punto, di domandarvi: perché? Cosa spinge una persona a prendersi la briga di cercare la pagina Facebook di Fabio Volo e cliccare “mi piace” solo per insultarlo? Quale è il punto? Chi siete? Degli scrittori wannabe che non riescono a pubblicare o non riescono a vendere? Dei laureati in lettere che non trovano lavoro? Vi siete erti a difensori della lingua e letteratura italiane? Che fastidio vi dà Fabio Volo? Fabio Volo scrive bestseller, ebbene sì, fatevene una ragione.

Quando si dice: com’è piccolo il mondo! Quante volte capita di incontrare una persona mai vista prima e dopo qualche scambio di parole si scopre di avere delle amicizie in comune? Probabilmente, senza neanche accorgecene, incontriamo continuamente sconosciuti che in una qualche maniera sono collegati a noi: immaginiamo di sedere in autobus, probabilmente conosciamo un amico dell’amico dell’amico del tale che ci è seduto accanto! Sì, il mondo sembra davvero piccolo. Negli anni ’60, lo psicologo Stanley Milgram nel suo ”Small World Experiment” sperimentò la sua teoria secondo la quale due persone sono separate solo da un esiguo numero di connessioni.