Articoli marcati con tag ‘internet’

Attirare una più vasta massa di utenti, con prezzi più bassi rispetto a quelli di iTunes. Questo l’obiettivo recentemente annunciato da Adam Klein, a capo del retailer musicale eMusic. Ed è una significativa rivoluzione quella che attenderà al varco circa 400mila iscritti alla piattaforma di distribuzione statunitense. L’attuale catalogo di eMusic verrà rimpolpato, in seguito ad accordi presi con tre delle quattro grandi sorelle del disco. Nello store musicale entreranno infatti brani appartenenti ai cataloghi di Warner, Sony e Universal, venduti ad un prezzo superiore a quello precedentemente stabilito per circa 10 milioni di canzoni provenienti da svariate etichette indipendenti.

The world wide web went live, on my physical desktop in Geneva, Switzerland, in December 1990. It consisted of one Web site and one browser, which happened to be on the same computer. The simple setup demonstrated a profound concept: that any person could share information with anyone else, anywhere. In this spirit, the Web spread quickly from the grassroots up. Today, at its 20th anniversary, the Web is thoroughly integrated into our daily lives. We take it for granted, expecting it to “be there” at any instant, like electricity. The Web evolved into a powerful, ubiquitous tool because it was built on egalitarian principles and because thousands of individuals, universities and companies have worked, both independently and together as part of the World Wide Web Consortium, to expand its capabilities based on those principles.

Rupert Murdoch ha una nuova idea per portare nuova linfa al suo impero editoriale: The Daily, un giornale (solo) digitale in costruzione sviluppato appositamente per iPad. La fiducia del magnate australiano per il tablet con la Mela come salvatore dell’editoria potrebbe ora esemplificarsi in questo quotidiano di bit: per esso ha investito già 30 milioni di dollari e raggruppato uno staff di circa 100 giornalisti (tra cui spiccherebbero i critico musicale del New Yorker Sasha Frere-Jones e il produttore televisivo Steve Alperin) guidati, sembrerebbe, da Jesse Angelo, ex del New York Post.

Un libro per insegnare l’abc della Rete agli internauti meno accorti. Si intitola “20 Things I Learned About Browsers and the Web” e lo ha messo on line Google in occasione dei vent’anni della nascita del World Wide Web. Diciannove capitoli di consigli, più uno di riepilogo, sui temi più “caldi” della Rete, abbelliti dalle magnifiche illustrazioni del disegnatore tedesco Christoph Niemann. Si parte dalla domanda principale, “che cos’è Internet?”, per spaziare verso il cloud computing e le applicazioni Web come You Tube, Twitter e Facebook. Il linguaggio utilizzato è volutamente molto semplice (bisogna però conoscere l’inglese), descrittivo e umoristico.

È nato il Newsweek Daily Beast, creatura costituita dalla fusione di Newsweek e Daily Beast: l’operazione punta a verificare se le nuove forme di comunicazione possono unirsi all’autorevolezza dei giornali tradizionali per dar vita a soggetti in grado di spiccare nell’evoluzione del settore. Come influenzare l’editoria tradizionale con la dimensione online è d’altronde una delle domande fondamentali che dovrà porsi Tina Brown, già caporedattore del Beast, che prende ora le redini anche di Newsweek, dove Jon Meacham aveva appena lasciato in seguito alle performance non esaltanti del 2009.

Articolo di Marco Sondano (lastampa.it) Per chi vive in provincia internet è un’ipotesi Vuoi mettere vivere in campagna? Permettere ai tuoi figli, appena spalancata la porta di casa, di uscire a correre tra i prati e i noccioli. Pranzare, d’estate, in giardino. Fare lunghe passeggiate nel verde silenzioso. Castiglione, frazione di Asti, è così. Rientrato dalla passeggiata, però, ti tocca rinunciare alle news online. E dopo un pranzo in giardino, non c’è verso di guardare il video di Gianfranco Fini. Bisogna aspettare che la tv si degni di riprenderlo. Si naviga a 56 k, su questa collina incantevole.

Dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea, che ha affermato che AdWords non viola il diritto europeo permettendo ai suoi inserzionisti di utilizzare parole e marchi registrati dagli avversari per la loro pubblicità, Google ha deciso di apportare qualche cambiamento alle sue policy per il Vecchio Continente sulla questione. In questo modo, dice Mountain View, sarà possibile fornire più informazioni agli utenti che effettuino una ricerca: ad esempio, mostrare tramite i link sponsorizzati annunci riguardanti offerte di un rivenditore del marchio in questione. Per quanto attiene prodotti concorrenti, in alcuni paesi (tra cui l’Italia e la Francia) permangono alcune limitazioni.

In occasione del festival di Glastonbury, Orange ha pensato di creare una enorme foto del pubblico (1.3 gigapixel, 75.000 pixel di ampiezza) permettendo ai presenti di riconoscersi e taggarsi. Al momento 5.600 persone lo hanno fatto. Il sito GlastoTag è anche integrato con Facebook, per estendere l’effetto virale del tagging e permettere alle altre 70.000 persone presenti nella foto di “etichettarsi”. Un esempio molto creativo di come un brand può creare un rapporto empatico con i propri utenti o prospect.

Vi segnaliamo l’articolo intitolato “Come evitare un web ristretto ed elitario?”, pubblicato sull’edizione odierna del sito online del “La Stampa”. E’ un po’ lungo, ma ne vale la pena! DI ETHAN ZUCKERMAN, TRADUZIONE COLLETTIVA DI ‘VOCI GLOBALI’ Da buon americano mi guardo da ogni forma di football che non sia quello in cui ad affrontarsi in campo sono degli omoni più grossi di me. Ma quest’anno è stata dura ignorare i Mondiali, e fra gli argomenti che andavano per la maggiore su Twitter, giravano strani termini, “Vuvuzela”, “Furia Roja”, “Octopus”… Per due settimane sul popolare servizio di social networking e microblogging ha imperato “Cala Boca Galvao”.

Il Giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti non è stato un giorno di festa per la sicurezza della Rete: oltre all’attacco a YouTube, presumibilmente condotto dagli utenti di 4chan, strani episodi si sono verificati anche nel giardino recintato di Apple, iTunes. Un venditore, infatti, è stato allontanato per aver hackerato il sistema di ranking delle vendite degli Apple Store. Thuat Nguyen, sviluppatore di applicazioni vietnamita, prima relegato nell’anonimato della bassa classifica di iTunes, avrebbe inserito il proprio sito web sotto “mycompany”, un indirizzo che punta ad una pagina di domain name parking, probabilmente con l’intento di rubare gli account degli utenti e utilizzarli per gli acquisti online.