Si tratta di un’inchiesta che metterebbe nuovamente in crisi il sistema di sicurezza del social network più popoloso del web, Facebook. Buona parte dei suoi attuali 500 milioni di utenti sarebbe infatti a rischio, apparentemente sacrificata agli oscuri signori dell’advertising. È stato il Wall Street Journal a parlare dell’ennesimo buco tra le maglie della privacy garantita (o meno) dal sito in blu, a coinvolgere in particolare tutti quei consumatori di applicazioni come FarmVille.
Tutte le app presenti nella classifica delle più usate su Facebook avrebbero in sostanza inviato informazioni personali verso un gruppo di almeno 25 società terze, tutte specializzate in pubblicità e raccolta dei dati per la profilazione mirata all’advertising.
