Articoli marcati con tag ‘mark zuckerberg’

Mark Zuckerberg e io siamo nati nello stesso anno, il 1984. Nel 2004 ci siamo trovati per un paio di settimane nello stesso edificio, un dormitorio di Cambridge, Massachusetts, a poche porte di distanza – lui studiava a Harvard, io ero in visita. La persona che mi ospitava mi ha parlato del suo sito – una cosa interna all’università, che ai tempi si chiamava Thefacebook. Sono passati otto anni: io ho pubblicato due romanzi, lui ha creato un sito con 900 milioni di iscritti. Oggi, a pochi giorni dalla quotazione sul Nasdaq, è stimato intorno ai cento miliardi di dollari; in questo periodo, quindi, Mark l’ha fatto crescere di circa sessanta milioni al giorno.

50 personalità che nel corso del 2011 hanno influenzato l’andamento del mondo nella politica, nell’ economia, negli esteri. La classifica, una top 100, è stata pubblicata da Foreign Policy, specializzato in geopolitica. Gli avvenimenti che sono stati giudicati centrali, a vedere il numero di personalità coinvolte, sono la Primavera araba (rappresentata da una decina di attivisti e politici tra i quali abbiamo scelto il blogger Wael Ghonim per riassumerli tutti) insieme alla Libia e alla crisi economica su tutti i livelli: economisti e studiosi come come Nouriel Roubini e Joseph Stiglitz che l’avevano prevista e poi analizzata, politici che l’hanno gestita e responsabili di istituzioni che hanno avuto tra le mani le sorti dei debiti pubblici, delle valute e delle economie del mondo intero come la Bce di Jean-Claude Trichet o la Banca mondiale guidata da Robert Zoellich.

David Fincher realizza il “Wall Street” dell’era digitale. L’età si è abbassata, giacche e cravatte sono state sostituite da felpe col cappuccio: sono i nerd i nuovi dominatori del mercato, controllati da spietati uomini di affari che vogliono a tutti i costi manipolarli. Se il nostro è un Paese che pensa che i trentenni siano ancora troppo giovani per trovare lavoro, in America è tutt’altra storia. E, dietro la macchina da presa, il regista coglie in pieno questa epoca, rendendoci testimoni di un evento che ha avuto inizio all’interno del dormitorio dell’università di Harvard.

“Anonimato significa autenticità. Perché permette alle persone di condividere nella maniera più schietta, totalmente priva di vernice”. Così ha parlato Christopher Moot Poole, recentemente intervenuto nel corso del festival South By Southwest tenutosi ad Austin, in Texas. Una vera e propria invettiva, lanciata dal giovane founder di 4chan nei confronti del CEO di Facebook Mark Zuckerberg. Parole agguerrite, come a voler sottolineare una visione diametralmente opposta su tematiche certo delicate come la privacy online e la condivisione di informazioni e contenuti. Il founder di Facebook sarebbe dunque caduto in un grosso errore, in particolare descrivendo l’anonimato in Rete come un atto di pura codardia.

Facebook batte Google e si afferma come il sito più visitato negli Stati Uniti nel 2010. Intanto intorno al social network si sta per aprire un nuovo capitolo della battaglia legale che si protrae da anni tra i gemelli Winklevoss, che avrebbero avuto l’idea da cui poi nacque Facebook, e il suo fondatore Mark Zuckerberg. Il social network, secondo uno studio di Experian Hitwise, ha scalzato il motore di ricerca al primo posto della classifica dei portali più visitati negli Usa nell’anno appena concluso: fra gennaio e novembre Facebook è stato visitato dall’8,93% dei navigatori contro il 7,19% di Google.

Da lastampa.it Il magazine «Time» sceglie Mark Zuckerberg, fondatore e a.d. di Facebook, come «Persona dell’Anno», riconoscendogli il merito di «aver cambiato il modo in cui viviamo le nostre vite». Zuckerberg ha prevalso nella selezione finale sul movimento conservatore del Tea Party e su Julian Assange a capo dei corsari informativi di Wikileaks in ragione delle dimensioni globali di Facebook. «E’ un social network che connette 550 milioni di persone, creando un nuovo sistema di scambio di informazioni divenuto indispensabile e a volte anche pauroso», spiega il direttore di «Time», Richard Stengel, sottolineando come si tratta di «un tessuto che nel 2012 arriverà a 600 milioni di persone, mettendo in contatto un decimo del Pianeta, costituendo la terza più grande nazione del mondo dopo Cina e India, ma senza dubbio sa dei propri cittadini assai più di qualsiasi altro governo esistente».

Ricevere un invito a un evento per un “annuncio congiunto” tra Facebook e MySpace è un po’ come vedere una foto in cui Valentino Rossi e Max Biaggi sorridono e si abbracciano come due amici di vecchia data. Ebbene, secondo diverse fonti, oggi verrà siglato un accordo tra MySpace e Facebook per la condivisione di informazioni sui due social network. All’evento dovrebbero partecipare Mike Jones, CEO di MySpace, e Dan Rose, VP of Partnerships di Facebook. Vista l’assenza del grande capo Mark Zuckerberg, c’è già chi sostiene che non dovrebbe trattarsi di un annuncio di primaria importanza (vedi fusioni o simili), ma è comunque interessante capire cosa c’è sotto.