Articoli marcati con tag ‘social media marketing’

Da Wikipedia: “Il Social Media Marketing è quella branca del marketing che si occupa di generare visibilità sui social media, comunità virtuali e aggregatori 2.0, che racchiude una serie di pratiche che vanno dalla gestione dei rapporti online (PR 2.0) all’ottimizzazione delle pagine web fatta per i social media (SMO, Social Media Optimization). Il fine della disciplina è quello di creare conversazioni con utenti/consumatori e di stabilire, quindi, una relazione 1:1 che avvicina mittente e destinatario. Un esempio comune di social media marketing è l’azione di marketing virale che si compie su YouTube o altri siti di video sharing.

A febbraio del 2007, Rachel Bristow, Marketing Director di Unilever USA dichiarava al Times: “Sì, ci sono alcuni retailer come Starbucks o Nike che si stanno interessando al mondo dei social network, ma non credo che gli investimenti su questi media debbano superare quelli in televisione. Mi sembra un fenomeno destinato a rimanere, diciamo così, folkloristico”. Un paio di mesi dopo, su Il Corrirere della Sera, Facebook veniva definito così: “Una colossale illusione per trenta-quarantenni in una fese della vita fatta di bilanci, alla ricerca di persone che hanno fatto parte del loro passato e di nuove amicizie attraverso una modalità che è ormai prassi nell’era del villaggio globale.

Cerchi “ automobili nuove” su Google. Prova a immaginare se i criteri dei risultati tenessero conto, per esempio, delle tue scelte nelle ricerche precedenti (magari a proposito di inquinamento, bilancio famigliare o colori), della posizione GPS del tuo smartphone che ti indica le concessionarie più vicine (con relativi check-in registrati su Foursquare), e dei commenti che hai lasciato su Facebook sotto la foto della macchina nuova di un tuo amico. Sarebbe una semplice ricerca su Internet, oppure diventerebbe un’esperienza qualitativamente differente, più evoluta? C’è chi pensa che la declinazione futura della Rete dovrà finire per assomigliare in qualche modo a un assistente personale, capace di conoscerci e assecondarci mentre cambiamo idea.

La strada della nostra vita è lastricata di molte domande. Alcune banali. Altre decisamente annose. Chi sono? Da dove vengo? Chi vincerà le prossime elezioni? E si sa, che per alcuni, spesso le domande contano ben più delle risposte. Di certo però, tra le tante domande che si affollano quotidianamente nella nostra zucca, una certezza possiamo averla: Facebook continua a rafforzare il suo predominio come social network totale a dispetto dei tanti competitor che si stanno presentando sul mercato alla ricerca di visibilità. La nuova features Question, rilasciata pochi giorni fa e già disponibile per gli utenti italiani che abbiano impostato la lingua inglese del proprio profilo, si appresta ad assestare l’ennessimo colpo al mercato del marketing sociale.

La pirateria, la ricerca di nuovi guadagni, le tecnologie sempre più avanzate e la conseguente esigenza di intercettare un pubblico più giovane spingono il mercato del cinema a espandersi sempre di più su Internet: l’ultima novità è l’accordo siglato tra la Warner Bros e Facebook in base al quale la major cinematografica potrà offrire il noleggio dei propri film agli utenti del social network, direttamente dalla propria pagina ufficiale. Il primo titolo disponibile è “The Dark Knight – Il cavaliere Oscuro”, film del 2008 diretto da Christopher Nolan con Heath Ledger indimenticabile Joker che dopo le riprese della pellicola morì per overdose.

6 cinguettii da fare tutti i giorni per diventare un guru di Twitter. Li ha individuati la scorsa settimana Andy Beal, Ceo di Trackur.com (che offre strumenti di monitoraggio dei social media) e coautore di Radically Transparent (testo sulla gestione della reputazione on line). La sua era una provocazione, per dimostrare come i guru di Twitter usino spesso e volentieri trucchetti comuni. Noi li abbiamo voluti testare, prima di confrontarci con Beal, per vedere se queste presunte regole funzionassero anche per un account comune. Ecco i sei tweet da guru: 1) usare hashtag di eventi a cui si partecipa e a cui la gente vorrebbe partecipare, ma non è stata invitata o non può; 2) dire che si è appena atterrati da qualche parte, così la gente penserà che siamo cool perché viaggiamo molto o semplicemente vorrebbe trovarsi lì; 3) linkare storie che chiunque potrebbe trovare, ma così chi leggerà i nostri twit penserà che siamo interessanti per quello che condividiamo; 4) twittare perle di saggezza.

“I promise to cherish and buy you in richness and in debt till Groupon tears us apart.” Questa la frase d’apertura dell’articolo Is Loyality Dead?, in cui si indaga la principale causa del tramonto di un progetto di marca, eleggendo a fattore determinante l’insufficiente brand loyalty. A questo proposito, il 2010 Cone Consumer New Media Study ha sottolineato come i consumatori dimostrano affinità online (per esempio facendo “mi piace” su Facebook, seguendo la pagina Twitter, etc.) in media solo verso 4,6 imprese, mentre quasi il 60% di essi sostiene che non esiterebbe a ‘punire’ le stesse aziende nel caso queste si comportassero in maniera inadeguata nei loro confronti o utilizzassero i social media con il solo scopo di bombardarli di comunicazioni.

Sam Graham-Felsen, il capo dei blogger di Obama nella campagna elettorale più incredibile della storia americana, fornisce ai candidati e agli attivisti italiani alcuni utili consigli su come utlizzare al meglio Internet e i social media per vincere le elezioni. 1) Internet può farti vincere le elezioni (se sei all’opposizione) Su questo Sam insiste. E’ vero che il comitato elettorale ha deciso di spendere gran parte dei soldi raccolti in tv, ma il ruolo fondamentale lo ha avuto Internet. Dei 700 milioni di dollari raccolti, 500 sono stati raccolti online. I numeri sono impressionanti: il più grande data base di email mai realizzato, 13 milioni di indirizzi email, 200.

Il contratto che lega Giorgio Chiellini alla Juventus fino al 2015 può passare alla storia dei rapporti calciatori-società: dopo i dubbi e le proteste dell’Aic sulla flessibilità degli emolumenti, emergono clausole davvero da “nuova era”. Da un codice etico su abitudini e vestiti (con suggerimenti sui look da adottare), alla comunicazione personale su web tramite i social network: anche Facebook e Twitter devono passare al vaglio della società. “COMMENTI NON APPROPRIATI” La posizione dell’Associazione Calciatori sul suo contratto non è piaciuta a Giorgio Chiellini, che, proprio dalle pagine del suo sito ufficiale www.

In occasione del Toronto International Film Festival, che ospita quest’anno la rassegna interamente dedicata a Tim Burton curata dal MoMa di New York, il regista californiano ha lanciato un gioco a cui tutti possono partecipare. Si chiama Tim Burton’s Cadavre Exquis e come nel famoso gioco surrealista si tratta di continuare una storia, frase dopo frase, a partire da quella lanciata il 1 Novembre dallo stesso Burton: “Stainboy, using his obvious expertise, was called in to investigate mysterious glowing goo on the gallery floor #BurtonStory” A partire da quest’intro misterioso che coinvolge uno dei personaggi non cinematografici della sua produzione, il supereroe scarabocchiato Stainboy, (che aveva fatto la sua prima apparizione nel libro di racconti “Morte malinconica del Bambino Ostrica”) si può dare il proprio apporto tramite Twitter.