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Chi condivide va avanti. Fa carriera, incoraggia il team, valorizza idee e professionalità facendo crescere se stesso e l’azienda per cui lavora. Le conclusioni di una ricerca realizzata da Millward Bown per Google, che il Sole 24 Ore ha visto in anteprima, smontano alcuni luoghi comuni sull’uso dei social network sul posto di lavoro. Emerge che chi li adopera per motivi professionali fa carriera più facilmente: l’86% degli intervistati è stato promosso di recente contro il 61% di chi non ne fa uso. È inoltre mediamente più soddisfatto del lavoro e si ritiene il 25% più produttivo ed efficiente.

A febbraio del 2007, Rachel Bristow, Marketing Director di Unilever USA dichiarava al Times: “Sì, ci sono alcuni retailer come Starbucks o Nike che si stanno interessando al mondo dei social network, ma non credo che gli investimenti su questi media debbano superare quelli in televisione. Mi sembra un fenomeno destinato a rimanere, diciamo così, folkloristico”. Un paio di mesi dopo, su Il Corrirere della Sera, Facebook veniva definito così: “Una colossale illusione per trenta-quarantenni in una fese della vita fatta di bilanci, alla ricerca di persone che hanno fatto parte del loro passato e di nuove amicizie attraverso una modalità che è ormai prassi nell’era del villaggio globale.

Da oggetto passivo a soggetto attivo dei social network. Questa la svolta a cui è chiamata la vecchia tv, secondo Roberta Enni, vicedirettore innovazione prodotto in Rai. Proprio il neonato canale della tv di Stato, Rai 5, si candida a essere uno dei principali attori di questa rivoluzione, di cui si è ampiamente dibattuto ieri durante uno degli appuntamenti della Social Media Week di Roma. Che tra l’altro prevede un incontro con i promotori dell’iniziativa Agenda digitale, sostenuta anche da Wired Italia. Qui i dettagli dell’evento. L’86% delle persone che guardano la tv ha a portata di mano una connessione.

Facebook batte Google e si afferma come il sito più visitato negli Stati Uniti nel 2010. Intanto intorno al social network si sta per aprire un nuovo capitolo della battaglia legale che si protrae da anni tra i gemelli Winklevoss, che avrebbero avuto l’idea da cui poi nacque Facebook, e il suo fondatore Mark Zuckerberg. Il social network, secondo uno studio di Experian Hitwise, ha scalzato il motore di ricerca al primo posto della classifica dei portali più visitati negli Usa nell’anno appena concluso: fra gennaio e novembre Facebook è stato visitato dall’8,93% dei navigatori contro il 7,19% di Google.

Ricevere un invito a un evento per un “annuncio congiunto” tra Facebook e MySpace è un po’ come vedere una foto in cui Valentino Rossi e Max Biaggi sorridono e si abbracciano come due amici di vecchia data. Ebbene, secondo diverse fonti, oggi verrà siglato un accordo tra MySpace e Facebook per la condivisione di informazioni sui due social network. All’evento dovrebbero partecipare Mike Jones, CEO di MySpace, e Dan Rose, VP of Partnerships di Facebook. Vista l’assenza del grande capo Mark Zuckerberg, c’è già chi sostiene che non dovrebbe trattarsi di un annuncio di primaria importanza (vedi fusioni o simili), ma è comunque interessante capire cosa c’è sotto.

Costato tre anni di preparazione e sostenuto da un finanziamento di 24 milioni di dollari, è giunto al via un nuovo motore di ricerca, che sfida Google chiedendo la collaborazione degli utenti online. Il progetto si chiama Blekko e, come in un social network, si avvale della partecipazione degli internauti, invitati ad indicare gli archivi, i siti, i blog o i forum che ritengono più interessanti. L’obiettivo della sperimentazione è arrivare a comporre un elenco di fonti selezionate, ripulendo i risultati dall’invadenza dello spam. Caratteristica del motore è l’uso dei cosiddetti “slashtag”, cioè le stringhe di parole separate dalla barra, anzichè dalla virgola, che permettono di raffinare la ricerca e renderla più precisa.

Nuova funzione annunciata da Facebook: “Pagine dell’amicizia” che mostrano post, commenti, foto e partecipazioni ad eventi comuni. Insomma tutto quello che collega due persone sul social network, in un click. Queste pagine saranno proposte con link sotto la foto di profilo di un amico, post rilevanti o aggiornamenti di relazioni: saranno visibili da terzi se amici di una delle due persone coinvolte e se hanno il permesso di visualizzare entrambi i profili (quindi o amico di entrambi o amico di uno dei due con la seconda persona coinvolta dotata di un profilo pubblico). “Quando è tra due persone che condividono molte cose la pagina diventa molto interessante, ripercorrendo la storia della loro amicizia”, ha riferito Wayne Kao di Facebook, che ne ha sottolineato il possibile valore emotivo: come sfogliare un album di ricordi, anche perché tutto quello che di proprio si mette su Fabebook, dalle foto delle vacanze comuni ai messaggi scambiati, viene mostrato con ordine.

The Walt Disney Company, leader assoluta del mercato dell’intrattenimento infantile e oggi una delle più grandi aziende al mondo nel campo dei media e dello spettacolo, si sta muovendo dopo aver già ampiamente dimostrato il suo interessamento al settore dei giochi interattivi, ritenuti uno dei business più promettenti del prossimo futuro. Il primo passo è stato quello di aprirsi al mondo dei videogiochi attraverso la creazione delle divisione “Disney Interactive”. Il secondo è stata l’acquisizione, annunciata oggi, per un valore di 563.2 milioni di dollari, Playdom Inc., una delle compagnie più importanti per quel che riguarda la scena dei giochi online attraverso i social network.