Articoli marcati con tag ‘twitter’

Il 2012 è un anno da record per i social network. Facebook si avvicina alla quotazione in borsa portando in dote il record di un miliardo di utenti, previsto da qui a qualche settimana ma anche per i concorrenti “minori” è un periodo sicuramente d’oro. Il successo del momento è certamente Twitter, la piattaforma di microblogging che negli USA spopola ormai da diverso tempo ma che ultimamente sta riscuotendo un enorme successo anche nel vecchio continente. In Italia le ultime stime indicano 4 milioni di iscrizioni, ben lontani dai 21 milioni che almeno una volta al mese accedono su Facebook, ma va ricordato il carattere “elitario” che il sito dell’uccellino ha avuto nell’immaginario collettivo del popolo della rete fino allo sdoganamento degli ultimi mesi dopo che politici, start della tv e della musica e persino il Papa sono corsi ad accaparrarsi un account cinguettante.

Fabio Volo ci ha rinunciato, non gestirà più la pagina Facebook de Il volo del Mattino. I social media sono così. Date un account Facebook o Twitter a qualcuno e si sentirà in diritto di esprimere la sua opinione non richiesta. E quando queste opinioni non richieste diventano molte e non si sa più come gestirle spesso i “VIP” preferiscono lasciar perdere. Un esempio è quello diJames Franco, che poche settimane dopo aver inaugurato account Twitter e Facebook li ha cancellati. Questi fenomeni mi lasciano perplessa. Non posso fare a meno di domandarmi e, a questo punto, di domandarvi: perché? Cosa spinge una persona a prendersi la briga di cercare la pagina Facebook di Fabio Volo e cliccare “mi piace” solo per insultarlo? Quale è il punto? Chi siete? Degli scrittori wannabe che non riescono a pubblicare o non riescono a vendere? Dei laureati in lettere che non trovano lavoro? Vi siete erti a difensori della lingua e letteratura italiane? Che fastidio vi dà Fabio Volo? Fabio Volo scrive bestseller, ebbene sì, fatevene una ragione.

6 cinguettii da fare tutti i giorni per diventare un guru di Twitter. Li ha individuati la scorsa settimana Andy Beal, Ceo di Trackur.com (che offre strumenti di monitoraggio dei social media) e coautore di Radically Transparent (testo sulla gestione della reputazione on line). La sua era una provocazione, per dimostrare come i guru di Twitter usino spesso e volentieri trucchetti comuni. Noi li abbiamo voluti testare, prima di confrontarci con Beal, per vedere se queste presunte regole funzionassero anche per un account comune. Ecco i sei tweet da guru: 1) usare hashtag di eventi a cui si partecipa e a cui la gente vorrebbe partecipare, ma non è stata invitata o non può; 2) dire che si è appena atterrati da qualche parte, così la gente penserà che siamo cool perché viaggiamo molto o semplicemente vorrebbe trovarsi lì; 3) linkare storie che chiunque potrebbe trovare, ma così chi leggerà i nostri twit penserà che siamo interessanti per quello che condividiamo; 4) twittare perle di saggezza.

In occasione del Toronto International Film Festival, che ospita quest’anno la rassegna interamente dedicata a Tim Burton curata dal MoMa di New York, il regista californiano ha lanciato un gioco a cui tutti possono partecipare. Si chiama Tim Burton’s Cadavre Exquis e come nel famoso gioco surrealista si tratta di continuare una storia, frase dopo frase, a partire da quella lanciata il 1 Novembre dallo stesso Burton: “Stainboy, using his obvious expertise, was called in to investigate mysterious glowing goo on the gallery floor #BurtonStory” A partire da quest’intro misterioso che coinvolge uno dei personaggi non cinematografici della sua produzione, il supereroe scarabocchiato Stainboy, (che aveva fatto la sua prima apparizione nel libro di racconti “Morte malinconica del Bambino Ostrica”) si può dare il proprio apporto tramite Twitter.

Un libro per insegnare l’abc della Rete agli internauti meno accorti. Si intitola “20 Things I Learned About Browsers and the Web” e lo ha messo on line Google in occasione dei vent’anni della nascita del World Wide Web. Diciannove capitoli di consigli, più uno di riepilogo, sui temi più “caldi” della Rete, abbelliti dalle magnifiche illustrazioni del disegnatore tedesco Christoph Niemann. Si parte dalla domanda principale, “che cos’è Internet?”, per spaziare verso il cloud computing e le applicazioni Web come You Tube, Twitter e Facebook. Il linguaggio utilizzato è volutamente molto semplice (bisogna però conoscere l’inglese), descrittivo e umoristico.

The people who run Facebook, the social-networking company, are furious about a new movie that takes lots of liberties in its depiction of how Facebook came into existence. They’re upset because much of The Social Network, which opens Oct. 1, is just completely made up. That’s fair enough. But to me, the really interesting thing about this movie is that while much of the tale is invented, the story tells a larger truth about Silicon Valley’s get-rich-quick culture and the kind of people—like Facebook’s 26-year-old founder and CEO, Mark Zuckerberg—who thrive in this environment. The Valley used to be a place run by scientists and engineers, people like Robert Noyce, the Ph.

Cosa si sono inventati al Museo della Scienza e dell’Industria di Chicago? Un contest davvero anomalo: si cerca infatti un blogger disposto a vivere 24 ore su 24 per un mese – dal 20 ottobre al 18 novembre – dentro al museo, godendo delle iniziative proposte e diffondendole via blog, Twitter e video. In palio, per il futuro “abitante” del museo, 10.000$ di premio, una tessera a vita di membro del Museo, un notebook ed una fotocamera per documentare l’esperienza. Io quasi quasi…

Dal sito del quotidiano “La Stampa”, articolo di Andrea Malaguti Si è iscritta a un sito di incontri online, ha dato il computer ai figli Will, nove anni e Zoe, 11, e ha detto loro: «Questo è un negozio dove si scelgono papà. Sceglietevene uno». Charlotte Morgan, 41 anni, vedova, ex modella, un giorno si sentì dire dal figlio: «Abbiamo bisogno di un nuovo papà, cosa hai intenzione di fare?». Charlotte – la cui storia è stata pubblicata dal Times – ha pensato che sarebbe stato interessante dare loro la prima scelta. Per tutta la sera, nella cucina della loro fattoria dell’Essex, Will e Zoe hanno setacciato il sito, osservando foto dopo foto dei potenziali futuri compagni della loro mamma.

La nota piattaforma di microblogging ha recentemente annunciato alcune novità che riguardano l’interfaccia del proprio sito Twitter.com. Ecco le novità più importanti: Nuovo design: l’interfaccia mostrerà @menzioni, retweet, ricerche e liste in un menù sopra la timeline dei tweet. Contenuti multimediali: Foto e video saranno mostrati accanto ai tweet, senza dover abbandonare twitter.com Più facile scoprire tweet su argomenti correlati: Cliccando su un tweet verranno mostrate informazioni aggiuntive come eventuali @reply, e altri tweet dell’utente Mini profili: Cliccando sul @nomeutente sarà possibile visualizzare le informazioni relative all’utente come la bio line, e i tweet recenti L’ottica sembra essere quella di arricchire le informazioni disponibili sulla home page della piattaforma per trattenere l’utente su Twitter.

Prendiamo spunto da un bell’articolo di Mashable per raccontarvi le strategie attuate da numerose grandi aziende per la gestione dei propri brand online. Da queste case histories possiamo ricavare degli spunti interessanti per la definizione di alcune regole di condotta da attuare per scalare la strada del successo all’interno del Web. Il primo consiglio arriva dal Product Manager di Starbucks, Brad Nelson, che ci dice che se è possibile trovare un tweet, una foto, o un blog che dice quello che stiamo tentando di dire, allora dobbiamo usare quel contenuto anziché riscriverlo di nostro pugno.